Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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pagina
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382
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382
Piero Zuma
premesso mano a mano agli scritti di ciascun autore. Profili disegnati con la bravura di cui sempre dà prova il Prezzolini, e ricchi di evidenza e di colore, e di eccezionale gusto costruttivo.
Nell'antologia hanno la parola soldati e scrittori: sono essi che quasi chiamati, in ordine narrano tutta la guerra lontano dalla cronaca, e sentita nei suoi valori nazionali ed umani. Soldati che hanno pagato anche col sangue, e scrittori partecipi della prova accettata e sofferta dal popolo italiano.
I nomi? Sono tanti; ne citiamo alcuni, pochissimi: Corrado Alvaro, Antonio Baldini, Battisti, Borsi, Emilio Cecchi, Jahier, Panzóni, Renalo Serra, Na-zario Sauro, Scipio Slataper, Soffici, Eugenio Vaina de Pava, e - come si legge nella copertina di guardia altri diventati poi famosi .
Superfluo aggiungere che occasione per dar vita a questa terza edizione è stato il Cinquantenario di Vittorio Veneto. Ma non ci sembra arbitrario rilevare un particolare motivo. Difatti se è vero che negli anni 1917-18 e 1920-21, anni di eccezionali trepidazioni, fu pubblicato e ripubblicato questo libro, e cioè fu rivolto questo appello di nobilissime voci ad un popolo che era piuttosto un gregge sbandato, non è meno vero che l'appello medesimo oggi si rinnova con assoluta tempestività in un clima nazionale non meno preoccupante.
Se poi si pensa alle diurne e notturne antologie o raccolte di varia natura (raccolte di scritti, di voci, di canti, di immagini e di tante altre scempiaggini e schifezze) che vengono ammanite ad un popolo già divenuto scettico e dimentico in gran parte delle sue tradizioni, si comprende ancora di più come il fine di queste pagine, dichiarato dallo stesso A., sia quello di rieducare gli Italiani, e di risuscitare nel loro cuore l'ansia della bellezza, della bontà e della verità, ossia la fede rieducatrice. L'antologia del Prezzolini rinnova l'ammonimento che soffrire e morire per una fede quale già ebbero gli Italiani significa vivere; laddóve trascorrere i giorni, questi nostri giorni, senza una fede significa marcire, bestialmente marcire.
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Ed ora un Diario, particolarmente meditato, dobbiamo aggiungere a quelli di cui abbiamo già detto : un diario hi cui panoramica non è precisamente quella del Carso o di altri luoghi della guerra, e che nel tempo sconfina al di qua della guerra medesima.
Ma lo spirito di cui è pervasa la lunga e precisa narrazione, gli eventi che ci fa conoscere con tanta naturalezza, e la figura dello scrittore, primo sindaco di Trento italiana, giustificano pienamente l'inserimento del libro nella bibliografia del Cinquantenario.
Ecco pertanto il volume Diaria e Mentono dettato da Vittorio Zippel, curato per la stampa da Bice Rizzi, ed assegnato alla Collana di monografie edita dalla Società per gli Studi Trentini di cui è presidente Umberto Corsini. *)
Nelle prime pagine del libro, la Rizzi dà notizia, in una chiara sintesi, di talune singolari vicende che riguardano il prezioso autografo; il quale, per circostanze che non è difficile immaginare, ò nato in due tempi diversi e nelle due forme che nel titolo stesso del libro vengono indicate.
*) Trento, Società per gli studi t routini, 1968, in 8", pp. 198. S.p.