Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <383>
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Difatti il Diario va dal 10 maggio 1915 al 6 aprile 1916, mentre le Memorie sono state scritte nei giorni successivi all'unione del Trentino alla Madre Patria, col ricordo scrive la Rizzi delle sofferte vicende da 1 l'arresto in poi . Da ricordare un particolare curioso, e cioè il Diario è stato nelle mani della polizia austriaca, poiché una spia (una aignora di Trento) avendo saputo che la signora Zippel lo teneva nascosto, aveva Eatto denuncia, e la polizia lo aveva sequestralo.
Fu poi ricuperato, ed il modo e le circostanze vengono narrate dallo Stesso Zippel.
La sintesi introduttiva della Rizzi interessa anche perché ci fa conoscere con molta efficacia la singolare personalità del patriota trentino per il quale fra i reati di cui aveva dovuto rendere conto c'era anche quello di essersi rifiutato, nella sua qualità di podestà di Trento ancora soggetta all'Austria, di consi­derare decaduto dalla carica di consigliere Cesare Battisti, per essere passato nel Regno d'Italia.
Indubbiamente il volume Diario e Memorie può essere considerato come un grande capìtolo della storia di Trento e del Trentino irredento, tenuto conto delle innumerevoli vicende che vengono rievocate, nelle quali l'A. è stato attore o testimone o comunque in grado di averne precisa informazione. Da notare che non soltanto Vittorio Zippel è perseguitato e vittima del regime austriaco, ma anche il figlio suo di cui pertanto si parla frequentemente: né la persecuzione ha risparmiato l'intera famiglia.
Tuttavia la parola del patriota così duramente colpito rimane sempre serena ed elevata, e vorremmo dire riguardosa, anche là dove lo sdegno avrebbe mo­tivo di prorompere.
Forse è questa serenità e nobiltà del sentire e del dire che ci fa meglio conoscere, a poco a poco, procedendo nella lettura, che cosa fosse in verità quel regime, e quale la mentalità militaresca e poliziesca e carceraria di gran parte di coloro che lo rappresentavano.
Or bene di questo, e non soltanto dei nudi fatti di cronaca, deve tener conto la storia, perché si possa veramente conoscere quello che è avvenuto nel nostro paese, prima di raggiungere l'unità e la libertà: le due grandi cose che dovremmo custodire difendere e salvare con geloso amore.
Di un altro libro dobbiamo ora dire: eco dolorosa del passato ed anche voce ancor più dolorosa del presente. Il libro ha per titolo Fiume prima e dopo Vittorio Veneto* ed è pubblicato a cura della Società di Studi Fiumani.1
Evidentemente non è senza particolare significato questa partecipazione di Fiume al Cinquantenario di Vittorio Veneto, compiendosi, nel tempo stesso, il cinquantesimo anniversario del voto plebiscitario del XXX ottobre 1918 >. Ed ogni Italiano non può fare a meno di comprendere.
Da rilevare anche che hi pubblicazione è avvenuta col contributo del lascilo di Andrea Ossoinack, già deputato di Fiume, che allora quel voto rivendicò alla sua città in nome del diritto d'autodecisione dei popoli, difendendolo anche nell'esìlio 2*.
Dunque un libro dì storia e di passione patriottica, a cominciare dalla Presentazione in cui è narrato in quali circostanze e come venne emesso da parte del popolo di Fiume, nella quasi totalità, il voto di annessione all'Italia:
*) Roma, Società di studi fiumani, 1968, hi 8 pp. 244. L. 1.500.