Rassegna storica del Risorgimento

ALGERIA STORIA 1851; CADORNA RAFFAELE <>; FR
anno <1969>   pagina <387>
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Il a Diano di Algeria di R. Cadorna 387
mosso colonnello per inerito di guerra per essersi distinto a San Martino, lasciò l'esercito sardo per assumere la carica di ministro della guerra nel governo prov­visorio toscano, col grado di maggior generale. Nella missione in Toscana, il generale Cadorna diede prova non solo di essere organizzatore intelligente ma anche di essere abile uomo politico, come le eccezionali circostanze richiedevano. Rientrato a Torino, prese parte alla spedizione nell'Italia centrale al co­mando della 13* divisione, formata dalla brigata Pistoia (35 e 36 reggi­mento fanteria) l> dalla brigata Parma (49 e 50 reggimento fanteria)2) dal reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II ,3) oltre che da unità di artiglieria, bersaglieri, genio. La divisione partecipò al Più vestimento della piazzaforte di An­cona, ove era giunta dal campo di Bugnacavallo, percorrendo la distanza di 372 km. in 18 giorni su strade pessime non sostando che due giorni.4) Concia* sasi vittoriosamente la campagna dell'Italia Centrale, il Cadorna fu nominato comandante generale militare della Sicilia. Tale incarico egli tenne dal 7 feb­braio al 5 maggio 1861, quando gli venne conferito il comando della divisione militare di Chieti e comandante militare degli Abruzzi. La regione era allora funestata dal tristo fenomeno del brigantaggio. La repressione dell'attività bri­gantesca impegnò duramente l'esercito : nell'anno in cui diresse in Abruzzo le operazioni contro il brigantaggio, il Cadorna seppe ancora dimostrare energia morale e talento militare. Di questa sua esperienza il generale lasciò memoria in una Storia del brigantaggio negli Abruzzi mentre vi teneva il comando il gen. Cadorna. Rimangono anche, di questo periodo, le istruzioni emanate nella primavera del 1862 alle autorità dipendenti per la lotta al brigantaggio; esse costituiscono un vero e proprio trattato per la condotta di quel tipo di opera­zioni. Il 23 luglio 1862 il Cadorna lasciava l'Abruzzo per portarsi a Perugia, ove assunse il comando di quella divisione militare. Tale comando era di grande importanza poiché alla Divisione di Perugia competeva la sorveglianza delle frontiere con Io Stato pontificio, che, come si sa, era allora sotto la protezione
*) La brigata Pistoia fa costituita nel 1859 con il battaglione dei Veliti granducali toscani, che, trasformato e posto su due reggimenti diede orìgine al 7 ed 8 reggi­mento granatieri toscani. Nel 1860, incorporati nell'esercito sardo, delti reggimenti divennero il 35 e il 30, riuniti nella brigata Pistoia. Mostrine: arancione con una riga nera centrale in senso orizzontale. Motti: per il 35: Usque ad mortem audebo; per il 36: Adsum vinca.
2) La brigata Parma fu costituita nel 1859 con elementi volontari. Nel 1860 questi reparti furono incorporati nell'esercito sardo, formando la brigata Parma (49 e 50 reggimento fanteria). Mostrine: cobalto con due righe orizzontali bianche. Motti: per il 49 z Col petto scudo alle nemiche lance in ricordo al quadrato che ti 4 battaglione fece attorno al principe Umberto di Savoia a Villafranca contro la cavalleria austriaca (24 giugno 1866); per il 50": Per aspera ad astra.
*) Il reggimento trae origine dal reggimento Vittorio Emanuele cavalleria costi­tuito in Piemonte nel 18S9 con elementi volontari veneti e romagnoli (25 marco 1860). Il 6 giugno successivo il reparto venne denominato e Lancieri Vittorio Emanuele >. Il reggimento ha tetto tutte le campagne dal 1860 al 1940-'45. Partocipa alla difesa di Roma dal 9 al 12 settembre 1943, Lo stendardo ò fregialo della medaglia di bronco al V-M. Colori : fiamme gialle. Motto: Per la gloria del nome
4) La piazzaforte di Ancona fu investita da terra o dal mare subito dopo la vittoria di Castel fidnrdo (18 settembre 1860) e si arreso il 28 settembre, quando ebbero Inizio anche le operazioni di assedio da parte delle flotta, al comando dell'unni). Carlo Ptìilion di Pcreano.