Rassegna storica del Risorgimento
ALGERIA STORIA 1851; CADORNA RAFFAELE <
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1969
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Marziano Brignoli
militare francese. Di qui frequenti e non sempre facili contatti con quest'ultima. H 10 gennaio 1864, il generale veniva destinato al comando della divisione militare di Firenze. In questa sede lo colse lo scoppio della terza guerra di indipendenza il 20 giugno 1866. Egli ebbe dapprima il comando della 16a divisione del 3 Corpo d'Armata, passata poi al 2 Corpo d'Armata. Successivamente il Cadorna ebbe il comando della costituenda 17" divisione del 4 Corpo d'Armata comandato dal Cialdini, del qnale fu il divisionario più anziano.
Sono note le vicende della campagna fino alla battaglia di Custoza e l'infausto ruolo che il Cialdini ebbe nelle agitate ore che seguirono la sconfitta. Egli volle attribuire il suo sciagurato divisamente di ritirarsi dietro il Po al parere di un Consiglio di guerra, ma quel Consiglio non vi fu mai, né in forma né in sostanza e nella riunione di divisionari, che si volle far passare come consiglio di guerra, il Cadorna non potè esprimere estesamente al Cialdini il suo parere contrario alla ritirata.
Dopo Custoza si persero venti giorni preziosi; infatti solo il 14 luglio fu decisa la vigorosa ripresa dell'azione offensiva. In questa seconda fase del conflitto il Cadorna ebbe rilevantissima parte perché a lui venne conferito il comando di quel 3 Corpo d'Armata e della brigata di cavalleria che fin dal 1 luglio avevano avuto Perdine di muovere, il giorno 20 successivo a grandi giornate verso Trieste. Nell'eseguire il compito affidatogli il gen. Cadorna mostrò ancora una volta avvedutezza di organizzatore nel far muovere una così imponente massa di uomini e servizi, e di perizia militare ed a questo proposilo gioverà ricordare l'ottimo uso che egli seppe fare della cavalleria. L'armistizio di Cormcns del 12 agosto 1866 troncò la vittoriosa e celere marcia del 3 Corpo d'Armata e le speranze italiane di poter liberare le terre ancora soggette all'Austria. Dal teatro della sfortunata campagna, il generale venne inviato, con pieni poteri militari e civili, in Sicilia a reprimere la rivolta che vi era scoppiata nel settembre 1866. Nel difficile incarico il Cadorna si condusse con energia e con alto senso di responsabilità, anche nei confronti dell'allora presidente del Consiglio, Bettino Ricasoli. Né possiamo dimenticare la risoluta posizione presa dal generale verso l'arcivescovo di Palermo, che non ritenne di intervenire per fare opera di pace o per condannare quei molti religiosi che appoggiarono ostensibilmente i rivoltosi. In Sicilia in quella difficile situazione il Cadorna servì nobilmente e saggiamente la causa dell'ordine e della unità del paese.
Nel 186? il Cadorna tornò al comando della divisione militare di Firenze, ove, nel 1871, lo raggiunse la nomina a senatore, dopo essere stato deputato per ben dieci legislature.
Dal suo comando di Firenze, il generale dovette allontanarsi nei 1869 per l'incarico avuto dal Governo di ristabilire l'ordine nelle province di Bologna, di Reggio Emilia e di Parma, dove il malcontento popolare per la istituzione della lussa sul macinalo aveva provocato seri disordini. La non facile missione durò dal 5 al 30 gennaio 1869 e in questo periodo il generale diede prova di quella energia e di quella misura che la situazione richiedeva.
Nel settembre 1870 il Cadorna ebbe il prestigioso compito di procedere alla liberazione di Roma. L'operazione fu militarmente brillante. Spezzate le barriere pontificie, le troppe italiane innalzarono su Roma il tricolore della Patria, coronando cosi l'aspirazione di tanti patrioti e di tanti martiri. Purtroppo contro il Cadorna si scatenò la compagna di stampa dei fogli clericali più retrivi ohe non gli perdonavano di avere ricongiunto Roma olla madrepatria.
Dopo la atoriea; missione a Roma, il generale rientrò al suo comando di;