Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <546>
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54 N, Campanini
date; e questo orrore di giudizio non è ti solo che debba essere oorretto circa il contenuto storico di quella che fu una delle no­stre illusioni più vagheggiate.
Sulla fin del luglio del 1917, il * Pesti Haplo oonchiudeva un articolo di fiera requisitoria contro l'Austria, a proposito dello sfruttamento dell'Ungheria nella guerra tedesca, con queste parole: Ad alta voce, con irritazione o coi pugni stretti, chiediamo al nostro parente austriaco, legato a noi dalla sola pragmatica san­zione: Ohe cosa volete da noi? Il sangue magiaro non è abbastanza freddo da potere tollerare un insulto. Chi di noi ha dato più san, gue e più grano? Fino alla decisione di tale quesito chiudano ,g! austriaci la loro bocca ringhiosa; se no, dimenticheremo la guerra, e daremo voce al nostro odio eterno che in Austria non si tenta nemmeno di occultare .
Mai certo i nostri patrioiti avevano udita invettiva più terri­bile contro l'Austria, neppure negli apprezzamenti, accompagnanti le notizie, che i giornali d'Italia divulgavano, provenienti di solito da Presburgo, su la rivoluzione di Vienna e la ribellione unghe­rese. La politica, che è la storia presente, può nell'utilità degli in­teressi attuali far tacere la voce del passato, ma non spegnerla del tutto, perchè la storia non può essere distrutta. E questi docu­menti, nostri che traevano nutrimento di passione dalle vicende con­temporanee sono asssai meno fallaci di quanto gli avvenimenti suc­cessivi e anche vicini lascino sospettare.
Appena due anni sono chi poteva prevedere le rivelazioni de­gl'intendimenti della politica ungherese in danno dell'Austria alleata nel favorire segretamente la Germania a conquistare le vie dell' o-riente? E ehi i propositi della recente repubblica comunista un­gherese, rivelatori delle ambizioni austriache, che fecero Budapest ombrosa di Vienna, e dell dissensioni, nate a Vienna dai sospetti ungheresi di una sottomissione odiata e temuta? In fondo i nostri patrioti non avevano torto, se Podio; dura ancora, e niuno può dire quali sorprese prepaci la storia.
I fatti che originarono il proclama del 1821 furono questi. Dopo la rivoluzione di Napoli del 1820 e. igonseguenti moti sici­liani Austria invitò a congresso a Troppaù le maggiori potenze della Santa Alleanza, che deliberarono di far cessare i disordini nel Segno delle Due Sicilie; e i disordini erano gli ordinamenti costituzionali che la rivoluzione aveva instaurati nel governo del