Rassegna storica del Risorgimento

ALGERIA STORIA 1851; CADORNA RAFFAELE <>; FR
anno <1969>   pagina <409>
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Il a Diario di Algeria di R. Cadorna 409
batte anche da quella parte. Il nemico è respinto per ogni dove con perdite sensibili. One morti, due perduti, qualche ferito. Un eergente morto ha 300 fir. in oro. Meraviglia dei soldati sulla sua economia. Fatti particolari nei combat­timenti. Un arabo fugge lasciando il fucile; un francese annunzia di raccoglierlo, rarabo lo rompe e cade da 5 palle. Un piccolo distaccamento di Zuavi si trova isolato, minacciato; suona la carica avanti; gli arabi fuggono da un lato, i Zoavi [sic] dall'altro. Il campo è mal collocato, aperto, attaccabile da tutte le parti. Causa la fretta del Generale, che crede prontezza e penetrazione il subito disporre senza darsi tempo d'esaminare. Molte riflessioni gli si fanno; è lì per cambiare campo, l'amor proprio noi consente. Si decide di trincerarlo sulla parte più debole verso il nord, con terra verso il nemico e fosso interno. Una compagnia di Zoavi di gran guardia se n'era occupata ma con denti che invece di essere situati sulla cresta scoprendo il basso terreno erano non solo ritirati ma più in basso delle creste. L'Ufficiale del Genio ripara a ciò con piccoli trinceramenti d'alberi e di terra sulla cresta; i precedenti serviranno per la riserva e per la ritirata. L'ufficiale del Genio fa, con un trinceramento in terra, sbarrare una lingua di terra piana che conduce ad un bosco da cui può sboccare il nemico di notte, ma non osserva che si poteva sbarrare più avanti con minore fatica e che in quél luogo egli lascia spiegare al nemico maggior forze che non contenga il trinceramento. Non guarda che il suo trinceramento è preso d'infilata. È imbarazzato perché quando è sulla cresta, la terra sul davanti non si mantenga ma scorra giù e non s'accorge del facile ripiego di tirarsi di poco indietro. Le rovinate sono deboli, rade, non ritenute ed entralciate. II Gesuita fa questioni sulle bugie, sul dire il breviario, potendo, malgrado l'esenzione e poi desidera che le teste degli arabi siano portate al campo sulle picche e gode del bastone austrìaco anche coi cittadini !! Nel fatto d'arme di stamani i kabili dicevano ai Turcos essere il primo giorno del loro Bhamadan (quaresima), andare in pa­radiso morendo e così che possano i francesi andare all'inferno. Un sergente Turcos decorato di questi contorni, va dai kabili per trattare, ritorna 'con essi, non è riconosciuto dalle sentinelle agli avamposti che non hanno consegna in proposito; un cacciatore a piedi *) tira a 600 metri uccide il fratello del sergente.
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Sortita in due colonne Marula-Lusy dirette da St. Arnaud. I kabili in lon­tananza coronano in gran numero un'altura. Quelli del paese vogliono arren­dersi e discendono due rappresentanti; i contingenti non vogliono; St. Arnaud ordina di abbattere gli olivi e si marcia all'attacco. Bella posizione difensiva, dalla quale si ritirano al solito i kabili, di altura in altura unite da strette lin-
ì) I primi reparti di cacciatori a piedi furono isiiiiiiii in Francia nel 1760. Questi soldati erano lesionati per qualità fisiche e per abilità nel tiro, resistenza alla corsa, ecc., co-ì da poter spiare, molestare e danneggiare il nemico in tutti quegli accorgi­menti che tono necessari ti ehi insegne la selvaggina. Sciolti da Napoleone I e sosti-[tirili con i volteggiatori, furono ricostituiti sotto la monarchia di luglio in un piccolo battaglione per iniziativa dell'allora maggiore, poi generale, Grobson, col nome di cTiraiUeurs d'Andane. Ordinati prowisoriamonte con decreto reale 14 novembre 1838, furono definitivamente costituiti col successivo decreto reale 16 settembre 1839, con un effettivo di 824 uomini, u Vincennes. Perdo questi soldati, veloci e bene armati, furono subito chiamati Cacciatori di Vincoline nome che poi conserva­rono. Come nota anche il diarista 1 Cacciatori dì Vincennes furono anche detti