Rassegna storica del Risorgimento

ALGERIA STORIA 1851; CADORNA RAFFAELE <>; FR
anno <1969>   pagina <411>
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// <t Diario di Algeria di li. Cadorna 411
rami uno in una gamella d'uno zaino eVeca isolato in terra. Sangue freddo d'un caporale chasseur a pfod che dice: s'Us savaient corame ils me font peur Us ne tireraient pus icù Un cacciatore a piedi invece fugge spaventato; il capo* rale lo rimbrotta; dopo mezz'ora mi ritiro anch'io sull'altro versante. Le mosse sono preparate. La colonna e i convogli sono ritmiti allo sbocco della gola. I convogli dovranno defilare sulla cresta di sinistra verso tribù amiche, più verso il mare, ed al postutto verso alture non guari occupate dal nemico. Il segnale è dato, ai marcia arditamente avanti. I Turcos a destra prendono mirabilmente le posizioni una dopo l'altra: bello spettacolo per quelli, e Bono nel numero, che esposti al minor danno a sinistra vedono l'insieme, le mosse e il terreno a destra. I kahili si ritirano in un bosco d'olivi, prima che le due colonne toc* chino il punto di giunzione delle creste. Là si lascia ammassare e riposare la truppa, ma il fuoco di pie fermo è vivo per sloggiarveli. Fin qui i movimenti ben ordinari e diretti, ma quando si andò all'attacco del bosco nessuna combi­nazione per prenderli di rovescio e i kahili sloggiano a centinaia impunemente. Aneddoti. Un vecchio kabilo preso non voleva lasciare l'arma e la stringeva e si difendeva; disarmato è fucilato. Si pretende che il sentimento d'indipendenza è più vivo nei vecchi che nei giovani. L'attacco alla retroguardia non fu vio­lento. Il colonnello Marulaz fece trucidare 10 arabi da spahis che percorsero il bivacco; era costume di Bugeaud di farne altrettanto perché anche le tribù sottomesse con pretesto ch'erano nemici, potevano inquietare. Ma perché al* meno non premunirli di avviso? Morti dei nostri 7 compreso uno Zoavo da un suo sergente per isbaglio e 18 feriti compreso un sergente del Genio poco da me discosto.
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Soggiorno. Il fucile degli arabi a canna lunga ha lunga portata; il tiro però per tale canna sarebbe più incerto, ma vi suppliscono con l'esercizio e appog­giandolo. Alla sera il Cappellano Gesuita mi discorre di quanto opera a prò della colonna. Lettura di libri, cantina e circoli che progetta. Ammalati che visita sempre e suo contegno con loro; influenza di cui gode, servizi che rende. Esempio di una madre vedova d'un Vice Re di Sardegna raccomandato da P. Bresciani. Mi prende alle buone è un Gesnita! Religione dei francesi; porterebbero una medaglia della B.V. A quanto egli dice tutti farebbero le loro divozioni. Suo sistema di confessione.
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Partenza dal bivacco. A metà strada alt; vista delle montagne che si dise­gnano perfettamente da un'altura sotto gli occhi. Il fatto seguito nella sortita del penultimo bivacco seguì sopra una cresta di terzo ordine. Il fatto in marcia dal penultimo all'ultimo bivacco, seguì sopra due contrafforti che si univano alla stessa cresta di tecz'ordine. Per giudicare ad occhio della costituzione delle montagne, pare che aia utile trovarsi né ad una catena di I .a né di ultimo ordine; ma intermedia, cosi si abbracciano meglio gli accidenti dei due estremi. Si prò* segue la marcia; gli arabi sono in presenza su Una cresta di 2 ordine. Si avan­zano J francesi al solito, e si allontanano gli arabi. Occupate le alture, si fa un grand'hall per refezione e si riprende quindi la marcia fino al nuovo bivacco in una pianura e dell'Oued-Arhi (Arabo) stando sempre io all'estrema avan­guardia. Aneddoti. Al grand'hall il Capitano Tessier con duo zappatori scosta­tisi alquanto, sorpresi da grida in arabo, abbandonano il posto; il Capitano la-