Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno
<
1919
>
pagina
<
547
>
J proclami latini diretti dagli Italiani eco, 47
Regno. La deliberazione di Troppau fa ratificata a Lubiana, alla presenza dello stesso re Ferdinando VII che, partendo da Napoli, aveva promesso di sostenere la Costuzione. L'Austria assunse l'incarico di reprimere oon le armi la rivoluzióne, distruggendo gli ordini liberi che reggevano il Bearne.
Dal giorno 7 al 21 febbraio 1821 scesero in Italia circa qua-rantaduemila austriaci, formati in cinque divisioni e comandati dal generale in capo barone Frimont. Calarono per la valle dell'Adige e traverso l'Isonzo; dal Po al Garigliano corsero tutta l'Italia. Di questo esercito facevano parte alcuni Teggim enti di ungheresi.. Nel transitare da Modena, narra Antonio Panizzi, a un tratto la città, e più d'ogni altra cosa gli stessi soldati e i loro bagagli, si trovarono pieni di un proclama a stampa in idioma latino, diretto dalla nazione napoletana ai valorosi soldati ungheresi. Era un invito a non battersi contro una nazione, che professava loro! tanta stima e la quale non li aveva offesi.
H Panizzi giudicò quel proclama scritto con abbastanza calore d'eloquenza e con laconismo; . e, dolendosi, poiché si trovava in esilio, pL* àion poterlo trascrivere, lo riassunse a memoria cosi: Voi non siete che ì ciechi strumenti dell'austriaca tirannide, voi siete obbligati a combatterei iquei diritti che noi, sull'esempio vostro, abbiamo reclamali, quei diritti, ohe voi sì lungo tempo difendete dalle ingiuste rapine degli imperatori. Nou vogliate, o valorosi soldati, scendere nell'arena a sostegno di un'odiata dinastia come carnefici di un popolo caldo nel santo amore di libertà, co-sfeceMo per difesa di se, della patria, defc-lfigli a combattere per vincere e morire .
Il testo del documento rimase ignorato insino all'anno 1884 fino a quando cioè Giuseppe Silingardi, che lo aveva cercato inutilmente in archivi pubblioi e privati, lo rinvenne fra le carte del Ministero degli affari esteri nel E. Archivio di stato a Modena, ;è lo divulgò nella Rivista stanca Italiana nel- fascicolo Tt diì lùglio i. settembre. In seguito lo ristamparono il senatore Luigi Zini, che lo raccolse in nota al suo romanzo Carbonari e Sanfedisti; e dopo, Emilio Casa, nel volume I Carbonari' M!' Parma e di Guastalla, rei egandoM Sei documenti. Ma delle, tre edizioni nessuna è esatta; omissioni e sostituzioni di parole, errori di grafìa li fanno diversi l'uno dall'altro, e ciascuno dalla copia che si conserva nel E. Archivio di stato di Milano, ohe io .pubblico in fine, essendomi proposto pel carattere di divulgazione ohe ho inteso di dare a que-