Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE LETTERE
anno <1969>   pagina <429>
immagine non disponibile

Inediti di Mazzini
429
cattedra d'Italiano presso il Columbia College di New York: > Gal lunga, cx-Mariotti. è marito della Sellini k figlia di ricchissimo negoziante . ~)
Non è da escludere che il destinatario dell'inedito harvardiano sia proprio quel Mr. Srhunek, di cui l'apostolo parla nella già citala lettera ad EUza Ashurst del 13 aprile 1847. In tal caso, lo scritto in questione, datato solo Thursday , potrebbe essere stato indirizzato, il giovedì della settimana pre­cedente, 8 aprile, o quello della medesima settimana, 15 aprile 1847,8> a Martin Schunck ovvero a Henry Edward Schunck, quale invito a recarsi in casa Ashurst a Muswell Hill.4' Comunque sembra che la missiva mazziniana non possa essere posteriore al 12 luglio 1847, data delle nozze Callenga-Schunck, in quanto l'apostolo attribuisce a Julie il cognome Schunck, anziché il cognome Gallenga. Per tale ragione, la provenienza dell'inedito harvardiano pare di scarsa utilità per la soluzione dei problemi ad esso connessi. In effetti l'au­tografo mazziniano proviene dalle carte di Charles Eliot Norton, beneme­rito dantista americano,5) che In in Gran Bretagna per la prima volta dal giugno al settembre 1850,) mentre Mazzini fu a Londra dal 27 maggio al 14 settembre 1850.7> Ma, in considerazione di quanto si è detto, tali date sembrano troppo tarde per autorizzare l'ipotesi che Norton fosse il destina­tario. D'altra parte, il letterato americano, stando a quanto si sa della sua vita, non conobbe mai personalmente Mazzini, sebbene venisse a contatto con il pensiero del repubblicano italiano, che doveva criticare in un libro pubbli­cato nel '53,8) in casa di Elizabeth e Robert Browning, a Firenze, verso la fine del novembre 1850.* Né si deve dimenticare che i rapporti fra Mazzini e Gal­lenga si deteriorarono nel 1849, dando luogo ad una rottura definitiva.1<n Pare lecito, quindi, congetturare che l'inedito harvardiano, come la fotografia di Maz­zini ad esso allegata, fosse un cimelio, di cui Norton, senza esserne il destina­tario, venne in possesso.
1) JOSEPH G. FOCILLA, The Teaehing of Italian in the United States, A Documen-uay History, Florence, 1967, p. 106.
2) SJSZ, Appendice (Epistolario, III), p. 339.
8) ALFREDO COMANDIMI, L'Italia cit 1826-184 p. 1274. 4) EMILIA MORELLI, L'Inghilterra cit., p. 79 e passim.
6) WERNER P. FRIEDERICH, Dante'S Fame Abroad cit., p. 549.
) Lettera oj Charles Eliot Norton, Wìih Biographical Comment by His Daogbter SARA NORTON and M. A. DBWOLFE HOWE, Boston and New York, 1913, I, pp. 68 e 72; KERMIT VANDKHBILT, Charles Eliot Norton, A posile of Culture in a Demoeracy, Cam­bridge, MaBachaeeU, 1959, p. 36.
7) EMILIA MORELLI, L'Inghilterra rit., p. 103.
8) KERMIT VANDERIIII.T. Charles Eliot Norton cit., pp. 4445.
Vi Lettor of Charles Eliot Norton cit., I, pp. 75*76; KERMIT VANREHBILT, Charles Eliot Norton cit, p. 37. Sui rapporti fra i Browning e Mazzini cfr. HARRY WILLIAM, RIIDMAN. Itulian Natianulism and English Lotterà, Figttres of the Risorgimento and Vietorian Men of Lettera, New York. 1940, pp. 70-72, 83, 99, 100 e passim.
1) n. NELSON GAY, Mazzini e Antonio Gallenga apostoli dolVindipendenaa italiana in Inghilterra (con nove lettere inedite di Mazzini), fai Nuova Antologia, luglio-agoBto 1928, p. 222 (ristampato In H. NELSON GAY, Scritti sul Risorgimento, raccolti e ordinati da TOMASO SILLANI, con una premetta del compilatore e una prefazione di Emilio Bodrero, Roma, 1937, p. 61); PIETRO OASI, Antonia Gallenga eiu. In Nuova Antologia, marzo-aprile 1932, p. 38.