Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <549>
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a 1 proclami latìkì diretti dagli italiani ecc. 649
valore alle supposizioni le quali ancora si ripètono inoonsoiamente, cne si basi, a dir breve, sulla critica dei documenti, non è ancora stato scritto, e vale la pena cne io lo narri, sciolto dalle polemiche cne non hanno più nessuna serietà e nessuna ragione d'essere ri­petute.
H Duca fin dall'inizio avocò a sé la direzione del processo, né ebbe riguardi a salvare le apparenze. Difatti, non pago del voto del Procuratore fiscale, a cui aveva aderito il Tribunale Criminale, sentenziando che i sei accusati di aver diffuso il proclama sedizioso, tra i quali Ciro Menotti, fossero dimessi dalle carceri criminali, ordinò che fossero dimessi, ma che la polizia governativa Oònti-nuasse le indagini contro di loro. Egli inoltre si riserbò di sotto­porre consultivamente le conclusioni e i motivi del voto a qualche giureconsulto estero di sua confidenza per meglio conoscere la ve­rità; indi avrebbe preso le misure giudicate più convenienti. E le misure erano di riservare al Supremo Consiglio di Giustizia la revisione della causa. Intanto perseguitò gli imputati dimessi in libertà, e infierì contro i due ihe eranlo rimasti carcerati, [France­sco Maranesi e Gian Battista Farioli. Il dottor Prospero Pirondi, reggiano anch'egli come il Farioli, indiziato e accusato di avere ricevuto da Giovanni Manzotti di Sant'Ilario un plico di proclami e di averli trasmessi al Maranesi perchè li diffondesse fra gli Un­gheresi, si era salvato colla fuga e viveva in esilio.
L'imputazione era questa: Circa la metà di febbraio scorso in tempo che le truppe austriache erano dirette verso il regno di Napoli, ebbesi qualche eireolazione in Modena di un proclama ad indirizzo in lingua latina alle truppe suddette specialmente unghe­resi, tendente a distogliere dal combattere in Italia contro i costi­tuzionali, e contenente pure espressioni offensive all'Augusta Casa d'Austria. Tale proclama è in ottavo, in foglio piccolo di carta sot­tile ed ordinaria, senza data e sottoscrizione, stampato in carattere corsivo breve, in cinque paragrafi con la direzione Strenui Mili-tes TJngarì... ; e ne dava il principio e la fine.
Il rilievo dell' offesa fatta all' Augusta Casa d'Austria tornerà nella motivazione d'elle condanne; anzi i giudici la chiameranno ad­dirittura grave ingiuria, in. eerto modo diretta anche al loro Si­gnore. Manifestamente al Duca premeva di vendicarsene in con­spetto dell'Imperatore, colliquale senza dubbio e col Mettermeli dovette intrattenersene nel colloquio ch'ebbe con loro a Lubiana ove si recò, chiamato dallo stesso Imperatore.