Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <454>
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Marcella Pint'lierle
L'8 gennaio il Giornale d'Italia continua i suoi aitaceli! e riesamina la poli* lieu italiana nel Mediterraneo : Tunisi, Egitto, Marocco; rimane la Tripoli ta-nia : se la Turchia la chiudesse all'attività italiana e, peggio, la aprisse all'alti* vita di altre potenze, i nostri interessi mediterranei sarebbero mortalmente fe­riti. Questo ha da tenere in mente il Paese, preparandosi a qualunque eventua­lità . Occorre ima politica aperta e decisa .
Intanto poiché erano in corso trattative per la soluzione dell'incidente di Hodeida la Tribuna mantiene un certo riserbo mentre il Giornale d'Italia con­tinua a parlare dei rapporti italo-turchi. ' ' La Stampa, l'I 1, pur augurando che dei brauilles recenti nei rapporti fra i due paesi non rimarrà presto che il ricordo riprende tutte le critiche del Giornale d'Italia a San Giuliano.
Risolto dalla diplomazia l'incidente di Hodeida, ecco scoppiarne uno nuovo, e stavolta a Tripoli: Carlo Guzmàn, un giornalista di origine argentina che aveva pubblicato a Tripoli un giornaletto unti-italiano ed era stato espulso su richiesta del Consolato italiano, vi era ritornato, sbarcando nonostante l'intervento di quest'ultimo. La notizia è data il 21 dal Giornale d'Italia e il giorno successivo è oggetto di un editoriale sulla Tribuna che insiste sulla frequenza degli inci­denti e chiede che il Governo dica, e forte, basta .
La Tribuna dà anche, commentandola favorevolmente, la notizia della pros­sima apertura di una sede del Banco di Roma a Costantinopoli; una corrispon­denza parlava di ribellioni e della difficile situazione interna della Turchia.
Il giorno dopo un lungo articolo di fondo di Sombrero risponde al Tania, -) protesta contro l'atteggiamento della Turchia8) e chiede: a che giuoco si giuoca? . I funzionari delle Provincie turche si permettono verso gli Italiani quello che non si permetterebbero mai contro sudditi di altre nazioni . Anche per l'incidente Guzmàn il Vali ha dimenticato i riguardi dovuti all'Italia . Sombrero aggiungeva che la penetrazione economica italiana non era limitata alla Tripolitania, e ricordava l'apertura della sede del Banco di Roma a Costan­tinopoli: il capitale italiano cerca in tutto l'impero onesto impiego. Che si vuole di più? Che l'Italia... non sia vigile custode della sua dignità e dei suoi interessi? .
Il 25 le prime pagine annunciano la partenza di alcune navi da guerra italiane per le acque turche. La Tribuna precisa: L'Italia non ha bisogno di fare una vana dimostrazione di forza e la Porta è troppo animata da senti­menti amichevoli verso l'Italia . 4>
taglio di amministrazione all'assemblea degli azionisti del Banco in Popolo Romano, 1
1) IL 12* ptf gennaio 191L
2) Giornale giovane turco di Tripoli che, irritato per l'influenza italiana nella regione chiedeva una maggior difeso militare contro le intenzioni aggressive di una potenza europea.
a) Paragonato a (niello di un guerriero catafratto che mentre riceve, più o meno docilmente colpi e minacce da chi Io preme davvicino urla e minaccia un pacifico viandante il anale chieda soltanto di procedere d'accordo con lui e alleviargli magari, occorrendo, il peso dell'incomoda armatura.
) Preparativi e minaccia si dimostrarono udii: il giorno dopo si seppe che Guzmàn sarebbe stato espulso. L'Incidente e la soluzione furono ricordati da Di Sun Giuliano nel Promemoria dal 28 luglio 1911; cfr. Dalle carta di Giovanni Gioitoti, QuaranCannl di politica Italiana, Milano, 1962, voi. ITT, p. 55. Nello stesso tempo Sten Giuliano telegrafava al console Pestalozza: ...Pur mantenendo contegno corrette