Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <455>
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La preparazione all'Impresa di Libia 455
Il 26 il Giornale d'Italia pubblica una intervista al ministro degli esteri turco, Rifaat Pascià, ma il 27 ribatte le dichiarazioni del ministro e insiste sul­l'atteggiamento ami-italiano del Vali.
Il 28 la Tribuna parla di Un dottore italiano bocciato1): non lo quali­fica come nuovo incidente, ma come rappresaglia per l'incidente Guzman ; e il 31 Sombrero ammonisce di nuovo i Giovani Turchi: anche la pazienza di­plomatica ha dei lìmiti.
Il 1 febbraio il Giornale d'Italia parla di trattative in corso tra Banco di Roma e Società Commerciale d'Oriente per evitare a Costantinopoli una concor­renza dannosa e si conferma che il Banco di Roma aprirà comunque la sua nuova sede. La Tribuna, che il 2 ha annunciato la partenza di Guzman da Tri­poli, il 12 riprende una notizia del Secolo secondo la quale Guzman non era stato espulso ma era partito spontaneamente per andare a Tunisi ad organizzare un oleificio in concorrenza con uno italiano. Sebbene i Turchi ne abbiano dato versioni non esatte e tendenziose, per la Tribuna l'incidente è liquidato. La questione dell'attività commerciale del Guzman rientra in quella stessa sfera nella quale entrano gli studi e le ricerche che gli ingegneri tedeschi stanno facendo in Tripolitania... L'Italia... urta senza dubbio contro concorrenze non sempre leali e non sempre aperte . Si chiede al governo una maggiore energia nella protezione degli interessi minerari italiani. Una serie di notizie e com­menti in quei giorni rileva che gli incidenti italo-turchi hanno suscitato riper­cussioni internazionali e concorrenza economica. -' Anche il Giornale aVItalia,
col Vali, si astenga, a meno di necessità, dal fargli visita fino alla soluzione dell'inci­dente Gu'/man . Lo invita ad esortare la colonia alla calma... Confido non si presenterà necessità di mandare navi costi, ma. anche se ciò accadesse, la colonia deve astenersi dal trarre dalla presenza loro occasione a manifestazioni offensive verso le suscettibilità locali . (A.SJV1.E., Libia, Rapporti politici 1911-14, pac 17, pos. IÀ T. n. 256).
i) Ad un esame di abilitazione professionale a Costantinopoli. Il 2 gennaio 1911 Mayor des Planches scrìveva che il dott. Zaccaria gli era stato raccomandalo da Di Scalea e dull'on. Agnglia e che avrebbe cercato di appoggiarlo, ma aggiungeva: af­fronta i pericoli dell'esame, che non si dà se non in torco ed in francese, ignorando completamente il turco e poco meno il francese . Il 26 Mayor informava che lo Zac­caria era furente per la bocciatura ed il 29 in risposta ad un telegramma del ministero che i giornali davano la versione di Zaccaria, al quale egli aveva dato tutto il discreto e prudente appoggio che era lecito concedergli. II medico era convinto di superare l'esame perché era appoggiato dalla massoneria che tentava ora di fargli ripetere la prova. Il 31 Mayor riferiva che Rifaat Pascià aveva dichiarato all'ambasciatore d'Austria, lamentatosi per la bocciatura di nn medico austriaco, che il giudizio della commissione esaminatrice ero insindacabile. In nn rapporto del 7 feb­braio e detto che anche la massoneria ora ormai Contro il medico per aver egli man­cato al patto del silenzio con indiscrezioni commesse qui col corrispondente del Cor­riere della sera e costi, si dice, con qualche collaboratore della Tribuna . Di San Giuliano dopo un colloquio con Zaccaria, che dissuase dal laurearsi in Turchia, il 3 aveva telegrafato a Mayor di far presente a Rifaat che il medico e console tedesco a Tripoli ed altri tre farmacisti esercitavano senza aver fatto esami. Il 28 aprile Mayor diceva che questa tattica aveva avuto successo e ohe Zaccaria non si era più lamentato. (A. S. M. E., Libia, Rapporti politici 1911-14, pac 17 pos. 1/1). Su Zaccaria chv anche CARLO GALLI, Diarii e lettere, Firenze, 1951, p. 56.
2) La Tribuna, 3 febbraio; L'agitazione antieuropeo in Tripoli è effetto di una campagna ben organizzata; si riporta anche un favorevole commento russo sulla prò-