Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
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1969
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La preparazione aWim.presa di Libia 457
Banco di Roma non potrà azionai'? i motori del suo molino e le cave di pietra ohe ha preso in affitto saranno dichiarate zona militare: non v'è peggior sordo di chi non vuol sentire ma la Turchia dovrà capire che eerte cose non sono ammesse.
Il 27 sul Giornale d'Italia un telegramma1 conferma: Ogni interesse italiano conculcato in Tripolitania; il 28 sulla Tribuna, Sombrero prende un tono minaccioso approfittando di un articolo del Temps che chiedeva la rimozione del Vali di Trìpoli. Tale richiesta ha per sé tutta la forza della logica t e continua: l'Italia rifugge dalle misure estreme, preferisce la persuasione alla violenza; ma la diplomazia torca non interpreti erroneamente la paziente condotta dell'Italia e non consideri come organica mancanza di energia ciò che non è se non l'effetto di una elevata considerazione dei rapporti interna' zionali . '' Se l'atteggiamento turco non matasse, il problema potrebbe per fatalità d'eventi perdere il carattere economico che ha attualmente per assumere nn carattere politico; e in onesto caso la parola difficilmente potrebbe rimanere ancora alla diplomazia . L'Italia non ammette di essere svillaneggiala e non può consentire che all'attività e ai capitali italiani venga illegalmente sbarrata la via né che le si impedisca di assumere essa Io sfruttamento di terreni zolfiferi in Tripolitania .
La campagna continua. Il primo marzo il Giornale d'Italia commenta l'atteggiamento della Tribuna e si mostra meravigliato di trovare anche i giornali ministeriali sul suo stesso terreno . La Stampa vedeva nel linguaggio della Tribuna la dimostrazione che l'on. Di San Giuliano ha posto presso il governo turco la questione del richiamo del Vali . H giorno dopo, l'attenzione dei giornali è puntata sul ritorno di Giolitti a Roma e sulle voci di crisi ministeriale: Cirmeni sulla Stampa riferisce anche quelle sui dissidi tra. Di San Giuliano e Luzzatti.
Il 4 tutti i giornali riferiscono ampiamente la discussione alla Camera su Chadames. Lo stesso giorno la Tribuna smentisce che il governo turco abbia chiesto il trasferimento dei consoli italiani di Tripoli Bengasi e Hodeida. Il 5 il Giornale d'Italia commenta: è già molto se la Porta non domanda la destituzione del nostro ministro degli esteri. Ma quella anzi non la domanderà mai. Et pour cause!'. E il giorno successivo aggiunge: purtroppo con Luigi Luzzatti al potere dovevamo vedere anche questa! .
Il 9 marzo la Tribuna, i cui articoli avevano suscitato le proteste dei giornali turchi risponde seccamente al Jeune Turc il 10 invita la stampa italiana a non dare corpo alle ombre pur mantenendosi sempre tenace e rigida nella difesa dei nostri interessi . Il 12 da Vienna si dice che lo sfruttamento dei gia-
*) Ai rapporti amichevoli tra gli ambasciatori devono corrispondere analoghi atti dei governatori delle Provincie turche dovo esistono in discutibili interessi ita* liruii . Se poi quando Costantinopoli dice bianco, il Veli di Tripoli si abbandona, pi o meno voluti uosumcnte ad otti che dicono nero, b indice... di uno disarmonia di vedute che non può dare buoni affidamenti... se veramente al governo ottomano sto a cuore di essere In buoni rapporti con l'Italia... perché non prendono provvedimenti nei confronti del Vali di Tripoli?. Noi cit. T. n. 636 San Giuliano osservava la situazione è gravissima... Q Vali è più accanito che mai contro di noi . Il governo turco dovrebbe imporre al VaU contegno amichevole e conciliante, e non riuscen* dovi cambiarlo. In ogni caso sono fermamente deciso a non traslocare Pestalosu prima che sia cambiato il Vali