Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <459>
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Il Corriere della Sem per contro non dava peso olla questione: si limitava infatti a pubblicare nelle pagine interne trafiletti brevissimi con le notizie di qualche incidente e conunenti tendenti a sdrammatizzare la situazione. ' '
La Tribuna continue a pubblicare editoriali ebe invitano Italiani e Turchi alla moderazione e al buon senso e articoli su Tripoli che insistono sulla pre­ferenza data dai turchi ai tedeschi. A queste notizie si aggiungono quelle sulla rivolta albanese, sulla rivolta araba in Tripolilania e Cirenaica e sull'avanzata francese e spagnola in Marocco.
Piazza parla del fanatismo arabo e dell'uccisione di un americano a Derna ma annuncia anche che ad una missione mineralogica italiana è stato accordato il permesso di compiere studi in Tripolilania. -> Poi dice che il giornale di Tri­poli ispirato dal Vali in tre articoli contro l'Italia era arrivato perfino a ricordare l'antica potenza della flotta turca facendo delle ridicole minacce con­tro di noi e ricordando le nostre sconfitte in Abissinia e la nostra pretesa de­bolezza: tutto ciò per sminuire il prestigio italiano agli occhi degli arabi. Inol­tre aggiungeva che era stata sparsa ad arte la voce che il console italiano si sarebbe recato per primo dal Vali. *' Il 30 e il 31 si parla dell'arrivo della mis­sione mineralogica a Tripoli e la Tribuna commenta una notizia turca che ne­gava la rivolta araba in Tripolilania: Piazza che si trova da un mese sui luo­ghi assicura il contrario.
1) L. ALIJERTIN!, Le origini della guerra del 1914, Milano, 1942, p. 361, sostiene che Giolilti si era deciso ad agire all'ultimo momento sotto la spinta dell'opinione pubblica e, in Venti anni di vita politica, Bologna, 1951, parte I, voi. II, p. 118, ricorda che Visconti Venosta lo aveva pregato di parlare di Tripoli nel 1900. Proba­bilmente proprio per questo egli non dette peso alla ripresa della propaganda tripo­lina e aggiunse: Alla Libia nella primavera del 1911 nessuno pensava e potevo
pensare. "*'Jtl3
2) Una missione mineralogica italiana, diretta dall'ingegner Ignazio Sanfilippo si trovava in Tripolilania già da tempo, ma ero stata osteggiata dalle autorità locali. Fu raggiunta poi dal conte Ascanio Michele Sforza, che aveva avuto analogo inca­rico dal Banco di Roma . Le due missioni riunite poterono partire da Tripoli 1*8 aprile; dopo un primo giro giunsero a Homs il 31 maggio e di li ripartirono per l'interno. Dopo lo scoppio della guerra furono fatti prigionieri dai turchi. (Archivio Storico Ministero Africa Italiana: bozze di stampa Enciclopedia bio-bibliografica ita.' liana, Milano, Tosi, 1941: lesti compilati dall'uflicio stadi del Min. Africa Italiana, 0. v. Sanfilippo). L'incarico dato allo Sforza direttore degli impianti elettrici e mec­canici dell'acquedotto pagliose era stato di una missione mineralogica in Libia e dì legare relazioni con gli indigeni > (Appunto sullo Sforza, s.d ma posteriore alla guerra ubica, A. S. Min. Air. It., Missione del conte Sforza per la liberazione dei prigionieri pos. 142/1, 1914-15. Nello stesso fascicolo, un passaporto dello Sforza da eoi risulta figlio dì Giovanni e nato a Lucca il 24 ghigno 1877).
s) La ripresa delle trattative fra il console ed il Vali si ebbe in occasione della partenza della missione mineralogica e le modalità furono concordate tra Mayor, Pestalo/za e il Ministero. (A! .' M. Kn Libia, Rapporti politici 1911-14, pac. 17, pos. 1/1). Il Si marzo Pestalozzo riferiva brevemente sulla visita e aggiungeva : < Oggi arrivato corrispondente de La Slampa e ritornato quello della Tribuna. Mi permetto di osservare confidenzialmente che concentramento 0 soggiorno dei diversi giornalisti italiani sembra irritare le autorità locali, mentre che le esagerazioni e gli attacchi ag­gravano sempre più risentimento reciproco u danno dei nostri interessi; credo che, se possibile, il richiamo di quei giornalisti sarebbe mollo opportuno. Ubidenti T. n. 08).