Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <552>
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!? ff. Campanini
maneggi, e sulle resistenze impotenti e rabbiose del Duca, dolente ohe quei settari non gli fossero nati nel ducato. E però si rivalse contro quelli de' suoi sudditi, di cui restò il sospetto o fu provato il reato della diffusione del proclama, sanzionando la condanna del dottor Prospero Pirondi alla morte, di Gian Battista Farioli e di Francesco Maranesi a venti anni di carcere duro.
Sciagurato proclama lo chiama il Silingardi, rilevando il poco frutto che produsse e il molto danno che fece; e il Casa osserva malinconicamente che non distolse né allora né poi gli ungheresi dal combattere contro gli italiani. Purtroppo sono due verità do­lorose. Non è men vero però che, dopo il Congresso di Vienna, fu quella la prima voce, colla quale il popolo; d'Itatia si levò contro l'oppressione austriaca e gridò il proprio diritto alla libertà. Mo­strò anzi il primo proposito di conseguire la indipendenza dallo straniero, accennando come ormai nella sua coscienza l'amor della patria cominciasse a determinarsi nel sentimento operoso dell'unità col contrastare l'impresa contro Napoli come dannosa e funesta, non a uno stato solo, ma alla Nazione italiana, che già -albeggiava alle loro speranze.
H secondo proclama fu scritto, stampato e diffuso a Reggio, nei primi di marzo dei 1848.
H duca Francesco Y, succeduto al padre morto il 21 febbraio del 1846, aveva dichiarato essere suo fermo poposito di adoperarsi al benessere dei sudditi, gittando negli animi il seme della fiducia di prossime e liberali mutazioni. Ma i novissimi atti, del suo go-1 verno mostrarono presto menzogneri i primi intendimenti, ed ogni ultima illusione manoò quando fu visto trattare come un'agitazione sovversiva, quasi fosse una rivoluzione da spegnere col sangue, quel moto ideale di ordinamento politico dell' Italia che, avvalorato dalle riforme, di cui il pontefice Pio IX aveva dato l'esempio, ten­deva a conservare i governi nostrani, federando gli stati italiani sotto la supremazia militare della Casa di Savoia, e sotto la su­premazia morale del Vaticano. L'odio contro il reggimento tirannico di Francesco IT, si perpetuò contro il governo del giovine duca, j. quale aveva mantenuti intorno a sé gli stessi uomini che erano stati consiglieri e strumenti del padre, e, alleandosi all'Austria, infeu­dava il duoato all'Impero e importava governo di arbitrio soldatesco pari a quello che tribolava le provincie venete e lombarde. Questi i fatti,, onde lo stato d'animo che diede origine al secondo proclama.