Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
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1969
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Marcella Pinoherle
come economista: Guglielmo Ferrerò. Il 25 un suo artìcolo di fondo tratta dei problemi del Mediterraneo, uno dei quali è la valorizzazione di molti territori . La maggior parte delle popolazioni che vi abitano non sono in grado di sfruttare intensamente e razionalmente i territori su cui pure ha albeggiato l'aurora della civiltà nostra. Le nniche regioni non povere sono quelle in cui affluiscono i capitali europei, e quella fra le nazioni che ne soffre maggior* mente è forse l'Italia il cui avvenire dipende dai destini del Mediterraneo . Ferrerò auspica una rinascita economica dell'Africa settentrionale, insiste sul fatto che si tratta di imprese lunghe, difficili, che possono sembrare inutili alla generazione che le compie ma devono essere fatte perché l'Africa è destinata ad èssere nell'avvenire la grande riserva e la grande colonia dell'Europa... i territori che più potranno sull'avvenire delle nazioni mediterranee sono quelli in cui Roma dominò . Tali nazioni hanno il dovere di affrontare i rischi e il diritto di goderne i benefici ed è opera vasta e difficile quanto basta, perché in essa ci sia posto per tutte . Non si parla mai della Tripolitania, ma si ricorda alle altre nazioni mediterranee che l'Italia non intende rinunciare alla sua parte.
Il 27 Piazza insiste sulla concorrenza austro-tedesca alle imprese italiane e sollecita l'invio di agricoltori italiani a Tripoli a compiere una prima opera di civiltà nel paese. In tal modo l'italianità non sarà più un nome scritto sulla sabbia delle dune, che una qualunque folata di vento potrà cancellare da un momento all'altro. E di venti... ne soffiano in questo paese piano ed aperto da ogni... nazionalità. Né le raffiche sono lontane.
È chiaro ormai che vi è una precisa intenzione di incitare l'opinione pubblica ad un maggiore interessamento per la Tripolitania e a tal fine la campagna si intensifica ancora ricercando nuovi argomenti e ricorrendo a motivi patriottici e a notizie e descrizioni ottimistiche dei luoghi.
H 1 giugno Bevione parla delle Difficoltà in cui si dibatte la missione mineralogica pubblicando una lettera di Sforza che si lamentava per l'eccessiva vigilanza degli ufficiali turchi di scorta alla missione, i quali impedivano di raccogliere informazioni dagli arabi e di compiere le ricerche in maniera soddisfacente. Il 3 racconta ciò che accade in Tripolitania a danno dell'Italia: violenze poliziesche e disborsi niente diplomatici del Vali . Anche la Tribuna concorda: Piazza il 3 dice che l'ostilità degli arabi è una favola turca e da Derna parla ancora della bontà della terra e della bontà degli uomini . Il 5, la conferma che il Vali aiuterà la missione italiana è interpretata dalla Tribuna come segno che a Costantinopoli si è ben lontani dal voler scherzare col fuoco . Il giorno dopo Sombrero nel clima delle celebrazioni del cinquantenario, parla dell'*altissimo e fecondo significato del virgiliano Tu regere imperio popnlos .
Mentre la Tribuna suscita il ricordo delle antiche glorie, la Stampa ricomincia ad attaccare Di San Giuliano: il 3 infatti si dice che la risposta del ministro ad una interrogazione del senatore Bettolìi ha dolorosamente meravigliato : a Roma si domanda se il ministro sappia e non voglia dire o non dica per non sapere nulla. In tatti e due i casi la condotta del governo è peri* colosissimo. E si invoca una discussione esauriente la quale chiarisca il Parlamento del vero stato delle cose. I giornali fanno il loro dovere: facciano il loro Governo e Parlamento . Una nota editoriale invitava a leggere la corrispondenza di Bevione e aggiungeva: Se a Roma non si sente la necessità di porre virilmente un termine a tanti affronti conviene dire che tutto si commemora in questo cinquantenario dell'unità, tranne una cosa: la fierezza nazionale.