Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <463>
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La preparazione all'impresa, di Libia 463
Il giorno successivo l'articolo di fondo insiste: gli italiani sono avvertiti. Se avevano ancora qualche dubbio... se si domandavano... se la nazione tenga proprio nel mondo il posto che le compete sanno ormai cosa aspettarsi: non siamo certo noi a domandare una politica megalomane, espansionistica, aggres­siva ...ma dalla prudenza all'inganno e alla viltà ci corre, e di molto . Chiede solo fierezza e dignità * altrimenti riduciamoci ad essere una Svizzera2) un pò più vasta... e risparmieremo la carica e le spese di un ministro degli esteri .
Era ovvio che questi attacchi potevano finire per coinvolgere anche il pre­sidente del consiglio e non più solo il ministro degli esteri; perciò Cirmeni corre ai ripari e il 5 giugno in un articolo sulla politica misteriosa della Con­sulta chiarisce: se Luzzatti poteva in qualche modo interferire nell'azione del ministro degli esteri l'on. Giolitti è ben altro nomo... Nell'attuale gabinetto la responsabilità della politica estera risale direttamente e si concentra intorno alla persona del ministro degli esteri, il quale non ha mai nulla a temere da parte dei suoi colleghi.
Una volta precisato che il solo responsabile della politica estera è il capo della Consulta, gli attacchi della Stampa a Di San Giuliano proseguono e si mol­tiplicano durante la discussione parlamentare sul bilancio degli esteri.8) H
*) Torna di nuovo un motivo anticrispirio.
3) Cftr. anche la lettera di Torre ad Albertini del 24 agosto 1911: L'Italia di­venterebbe una Svizzera marittima: L. ALBERTINI, Epistolario a cura di O. Borie, Sfilano, 1968, voi. I, p. 7.
8) La discussione si svolse alla Camera il 7, 8 e 9 giugno 1911 (cfr. La Libia negli atti del Parlamento... cit, voi. I, pp. 321-359). In quell'occasione Leone Caetani parlò contro la campagna per Trìpoli avvertendo che la Turchia non era in sfacelo ed aveva un esercito organizzato. Dopo aver messo in guardia contro il fanatismo musulmano e contro i Sennssi, aveva insistito sulla povertà della Tripolitania. Su Leone Caetani il suo schieramento a sinistra fin dalle elezioni del 1909 e la sua oppo­sizione alla guerra di Libia, v. G. LEVI OET.LA VIDA, Fantasmi ritrovati, Venezia, 1966, p. 44 sgg. Trattative coi Senussi si svolgevano già da tempo per mezzo di agenti se­greta in Libia (cfr. G. GIOLITO, Memorie cit, voi. IL p. 329 sgg). Uno di questi era un dottor Insidiato un rapporto del quale, su richiesta del re, fu inviato da Giolitti a Brasati il 12 agosto 1911. La lettera dell'Insabato, mandato a Tripoli dove figura corrispondente di giornale clericale non dava, secondo Giolitti, ancora cosa di molto interesse. Giolitti aggiungeva che Insaliate aveva avuto in precedenza rapporti coi Sentissi dal Cairo, d'onde lo levai allora perché tali rapporti davano ombra agli inglesi e al nostro console generale >. Brasati nella risposta consigliava Giolitti a non fidarsi: V. E. sappia come limonato caldeggiasse il concetto di largheggiare con doni verno i notabili sennssi ti per amicarceli, e come proponesse tra l'altro di donare loro 3.000 Furili ; (Archivio Centrale dello Stato (A.GiSJj Carte Brasati, scat. 10 . VL 4.86; il rapporto di Insaboto manca). Andrea Torre ai vantava di aver presen­tato Plnsabato Di Scalea* Guicciardini, Tittonl e Luzzatti ma non si concluse nulla (lift; L. AXBBRTim, Epistolario cit, voi. I, pp. 31 sgg.). Insidiato però era stato utilizzato: il 30 gennaio 1910 infuni, G. Do Martino scriveva a Brasati: Ho ricevuto le istruzioni del Ministero per mozzo di un agente dello Direzione Gen. di Pubblica Sicurezza giornalista a tempo perso (che inizio la suu carriera come finto anarchico a servizio delia nostra polizia). A porte lo comunicazioni verbali fattemi da quel­l'agente (Sig. Insabbio) l'invio di lui in Egitto costituisce per se stesso tutto un nuovo programma nella azione politica verso l'elemento indigeno locale, Poco prima del mio arrivo in Egitto, Insaboto era stato richiamato dnIPoii. Tittonl che mi aveva im­partito istruzioni in senso diametralmente contrario (H quello di Guicciardini). (A. C.