Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <464>
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Marcella Piftcherle
giornale torinese polemizza anche con la Tribuna che* naturalmente, difende il ministro. L'8 giugno* infatti, dopo aver riassunto il discorso di Guicciardini dice che il ministro degli esteri avrebbe assicurato che le alleanze sono più, che mai efficaci e le amicizie * più che mai attive e dimostrato che la diplo­mazia italiana agisce costantemente, osserva, veglia e rinvigorisce i suoi mezzi d'azione par ispirando fiducia a tutti per la sicurezza dei suoi rapporti e la lealtà della sua condotta . SI 9 la Tribuna, ribadisce che l'Italia non è affatto isolata, riconosce che sono stati commessi errori nella questione italo-turca, ma che bisogna evitare ogni atto che sarebbe l'indice più chiaro della propensione a non tener conto del concatenamento degli interessi collettivi e si dichiara con­vinta che la Consulta abbia preparato le soluzioni più confacenti delle que­stioni che stanno davanti alla coscienza nazionale. Il 10 aggiunge: le parole del ministre danno alla nostra penetrazione in Tripolitania il suo vero carat­tere e invitano il paese a considerare il problema con tutta la calma e con tutta la serenità ch'esso richiede. L'11 Sombrero1) conferma che l'Italia non vuole rompere la pace, che le sue alleanze e amicizie sono sicure e aggiunge allo stato attuale delle cose né la Triplice né la Duplice hanno esaurito la loro ri­spettiva missione storica . Ma il 12, riprendendo un telegramma della Stampa sulla concessione di terreni a Tripoli ad un gruppo tedesco, la Tribuna ricorda che Piazza ne aveva già parlato e si rivolge al ministro degli esteri: ignorava un fatto che il corrispondente da Tripoli sapeva da tempo?
Si ha ora un più risonante intervento dei nazionalisti: nelle celebrazioni del cinquantenario rientrava anche W secondo congresso degli Italiani al­l'estero al quale essi parteciparono attivamente. H 15 Federzoni presenta e fa approvare dalla quinta sezione un ordine del giorno che chiede t un'azione energica per parte del governo italiano la quale valga a garantire sicuramente ì nostri diritti e i nostri interessi in Tripolitania . La Tribuna se ne risente e protesta vivacemente contro l'ingerenza nazionalista i cui eccessi stanno fuor­viando l'opinione pubblica: è una azione disonesta .2) Ma il 19 il Giornale aJItalia permette al suo redattore Giulio De Frenzi di replicare: senza occu­parsi del governo si dà la colpa ai funzionari ; la Tribuna non riesce a giustifi­care le marchiane contraddizioni . fra il pessimismo delle sue corrispondenze tripoline e l'ottimismo delle sue informazioni ufficiose.
Ma se l'ufficiosa Tribuna* pur conducendo la campagna per Tripoli, non poteva attaccare il ministro degli esteri, anzi doveva difenderlo, la Stampa, dopo l'articolo di Cirmeni non aveva tali preoccupazioni: poiché già all'inizio del­l'anno aveva attaccato il ministro, poteva riprendere tranquillamente i suoi at­tacchi, che pubblicati contemporaneamente agli articoli di Bevione davano alla campagna tripolina un grande rilievo.
S., Carte BrusaU cut. 10 f. VL4.86). Limonato svolse incarichi riservati per Gioititi anche durante il etto V ministero: efr. N> VALERI, Da Giolittì a Mussolini, Milano, 1967, p. 129 Bgg.
1) Le dichiarazioni del marchese Di San Giuliano.
3) Molagodi si assodava però ai nazionalisti nel deplorare l'incapacità dei diplo­matici italiani Ufi giugno: O. M., Lo grandi miserie della piccola diplomazia). L'ingerenza nazionali in fu criticata anche da Stefano Inditi nella Votje del 29 gni­gno 1911 ( Il secondo congresso degli Italiani all'estero ). lacini notava come il pro­blema dell'enti grazioi> incominciava ad essere sentito e studiato dal governo che faceva già molto: ma il modo più sbrigativo per troncare sul nascere ogni dove­rosa e feconda azione in questo senso si di riagitare il bandierone espansionistico .