Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <467>
immagine non disponibile

La preparazione all'impresa di Libia
467
ministro degli esteri è accasato di aver ceduto di fronte al presidente del con* àglio. Ma la Tribuna non poteva non difendere la nomina di chi si era impe­gnato nel salvare il giornale dal fallimento, aveva ottenuto di darne la direzione a Malagodi e ne presiedeva il comitato direttivo politico.1' Il giornale dà la notizia come cosa normale: Mayor des Planches, che aveva mostrato in più di una circostanza di essere l'uomo adatto all'arduo ed alto ufficio , era malato e il collocamento a riposo gli era apparso come una liberazione . Del suo sue* cessore si dice solo che sarà un senatore, competentissimo nelle discipline amministrative ed in tutto ciò che ha attinenza con i commerci. La scelta è appropriata perché i problemi economici sono il midollo spinale delle que­stioni dell'Oriente Europeo... Il senatore che si recherà sulle rive del Bosforo, accoppiando l'acume politico agli accorgimenti della sapienza economica potrà rendere al suo paese segnalati servigi. Il Giornale d'Italia parlava del -sacri* ficio di Mayor al quale, si diceva, Giolitii non aveva mai perdonato di es­sere stato uno dei fedeli di Crispi . Se Mayor non aveva avuto successo a Costantinopoli la colpa era dei governi Luzzatti e Giolitti. II giornale faceva poi il nome del successore: Garroni. I socialisti lo trovavano incomodo a Ge­nova e d'altra parte il dittatore non vuol dargli un dispiacere ; si concludeva auspicando che una simile enormità non si compia . Il Corriere della Sera so­steneva che il ministro degli esteri, irritato per gli attacchi di cui era stato og­getto, avesse pensato di gettare una parte di colpa sull'ambasciatore: è umano ciò, sebbene... difetti ed errori apparvero sempre nelle direttive dell'azione, che spettano al ministro, non all'ambasciatore; il ritiro di Mayor avrebbe dovuto offrire una buona occasione per scegliere l'uomo adatto... per portare un gio­vane, saldamente preparato e di sicura e moderna visione ad un posto di prova . Il ministro aveva invece ceduto dinanzi all'intervento personale di Giolitti, di cui Garroni è intimo e fedelissimo amico .
Sombrero sulla Stampa scriveva che il governo si serviva della nomina per rendere finalmente scoperta la prefettura di Genova e che Mayor era il capro espiatorio della disgraziata politica di San Giuliano. Il 21 la Tribuna trascrive quasi per intero l'articolo del Corriere della Sera e commenta: bi­sogna proprio credere che l'organo magno dell'opposizione avesse un candi­dato del suo cuore da mettere innanzi; insiste sulla malattia di Mayor ed elogia Garroni per rara dottrina politico-economica... carattere fermo, ... ha avuto modo più di chiunque altro di vigilare, dirigere, tutelare e ispezionare l'attività commerciale tra l'Italia e il Levante . Giornale d'Italia e Corriere della Sera continuano gli attacchi. La Stampa si affianca ora alla Tribuna: Cir-meno il 21 parla dell'insuccesso di Mayor in Turchia. La Tribuna ribadisce e il 25 dopo l'annuncio ufficiale della nomina la chiama un po' anche vittoria no­stra; e finisce (28 luglio) con un appello al patriottismo. II 30, l'articolo di fondo ripete che la polemica fa obliare la dignità e il decoro del paese di fronte all'estero e aggiunge che le critiche a Garroni non erano una novità : rimontano al tempo nel quale il campione non ancora ammansito del socia­lismo italiano condusse una indecente campagna contro una gloria della nostra armata. Fon. Battolo... Dimostrammo che l'accusa era assolutamente falsa . Qualcosa di quelle accuse è rimasto nel ricordo ed ora riaffiora . La situazione internazionale é difficile, l'Italia non può tollerare qualunque ingiuria da parte dei turchi, non è dunque il caso di denigrare un uomo che, in un mu­
li Dallo carte di G. Giolitti eh., voi. Ili, pp. 17-32.