Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <470>
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Marcella Piricherle
cascerà più, davanti alla prima difficoltà di un'impresa esterna ben meditata e ben preparata riconosciuta necessaria al nostro avvenire . Le migliorate condì* noni economiche e morali consentono a Gioliiti di afferrare al volo il momento. Una politica di umiliante rassegnazione non è più tollerabile; bisogna agire. 11 ministro degli esteri è debole ma sopra all'on. Di San Giuliano ci siete voi; voi... avete, nella suprema direzione degli affari esteri del paese altrettanta, se non maggiore responsabilità che l'on. Di San Giuliano . Il presidente del con siglio è responsabile dell'andamento complessivo del governo ; se San Giù* liano non è l'uomo adatto lo cambi o lo sospinga. Altrimenti Giolitti andrebbe incontro a responsabilità non solo politiche, ma storiche così imponenti di fronte ai posteri che non potranno più riparare, da distruggere la memoria di tutti i suoi meriti. E ammonisce: vi Bono momenti nella vita dei popoli in cui tocca agli uomini della pace e delle riforme interne assumersi il ruolo degli uomini della guerra e dell'espansione esterna. Giolitti prenda esempio da Lloyd George.
Ih agosto l'attenzione è tutta concentrata sulle trattative franco-tedesche per il Marocco. Poiché tali trattative, sia pure lentamente e con qualche diffi­coltà, procedono, si va man mano attenuando il timore che Francia e Germania non riescano a raggiungere un accordo. Ma, date le incertezze del momento, la Tribuna, pur non cessando di sottolineare incidenti e polemiche, ' ' assume un atteggiamento più prudente; il 2 agosto risponde a un suggerimento tedesco: sarebbe un errore confondere la questione marocchina con quella di Tripoli, che resta una questione a sé; il 10 riprende un articolo del Secolo che augu­rava che L'Italia dia veramente una prova di forza e di buon senso non pren­dendo sul serio la campagna della nostra stampa espansionista e nazionalista .*)
1) Il 9 agosto un telegramma annunciava che un incrociatore turco era giunto a Trìpoli e che i consolati italiano e americano, non informati dell'arrivo della nave, non avevano esposto la bandiera. I marinai turchi, in assetto di guerra, credettero necessario, sebbene non fosse loro di strada di passare... sotto le finestre del consolato italiano >. La Tribuna commentava : nelle sfere ufficiali non si attribuisce nessuna importanza all'episodio e protestava contro quei giornalisti italiani che volentieri sostituiscono l'apostrofe al ragionamento , irritando i già eccitati Giovani turchi. Ag­giungeva però che nemmeno impunemente l'orgoglio nazionale italiano può venire sottoposto a punture di spillo . L'incidente non è peggiore di tanti altri del genere che l'hanno preceduto . Fa bene la diplomazia a tenere la testa a posto e a non dargli eccessivo peso, ma i turchi dovranno comprendere die così niente possono tutelare e tutto possono compromettere . 11 2 agosto Galli telegrafava sull'arrivo del-l'incrociatore : sua venuta è dovuta insistenza Tali per aumento prestigio Turchia dinanzi agli arabi sui quah essa produrrà vivissima impressione . IL 5 annunciava che una compagnia da sbarco dell'incrociatore turco fece passeggiata in ci uà con musica, bandiera e cannoni passando anche sotto il consolato. Cosa è priva assolutamente qua­lunque importanza, ma ho voluto telegrafare perché vi si vuole attribuire valore di­mostrazione ostile o per il caso giornali riportino notizia esagerandola . (A. S. M. E., Libiti, Rapporti pollaci 1911-12, par. 13, pos. 1/1, T. nn. 3691 e 3742 da Tripoli). 11 13 agosto la Tribuna parla del nuovo Vali di Tripoli; il 14, della missione mine* ralogira: U 19 annuncia che Continuano i passi con la Turchia per soddisfarò l'Ita­lia offesa .
2) Il Giornata l'Iitilìn continua a sottolineare la questione tripolina: il 6 agosto Aldobrandino Malvezzi parla del Papa dei Senussiti; 11 7 si tratta del proletariato a Tripoli; il 10 dell'incìdente dell'incrociatore, poi ancora del Monadi e continua così per tutto 11 mese.