Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <471>
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La preparazione a II'impresa di Libia 471
La Stampa invece conduce la sua campagna con crescente intensità. Il 1 ago­sto parla del valore agricolo della Tripolitania ; il 3 dà rilievo alle teorie di Corradini sol presente e l'avvenire della Tripolitania ; il 5 pubblica un altro articolo di Devio ne sulla penetrazione pacifica ; infine, il 9 attacca la Tribuna per la sua politica del silenzio e del lasciar andare . Tale atteggiamento che è pur quello dell'on. Di San Giuliano, in questo momento a proposito di un così grave problema, è assolutamente intollerabile. È la politica di chi vuol sclu-vare le difficoltà... non è degna di un popolo libero, cosciente della sua forza e della sua dignità. Con essa non si costruisce l'avvenire di un grande popolo, ma si prepara la sua sconfitta sicura; la Consulta non ode il grido di aiuto che le viene dalla nostra colonia?. E il 21 agosto Bevione (La volontà di agire ) invita di nuovo Giolitti a decidersi ripetendo nuovamente che della poli­tica estera, se il ministro è incapace, deve occuparsi il presidente del consiglio. La Tribuna, in coincidenza con la più. energica campagna condotta dalla Stampa, cerca di dare una battuta d'arresto alla sua e di smorzare gli entusia­smi : il 27 agosto un articolo di fondo su Opinione pubblica e politica estera di Guglielmo Ferrerò ricorda che l'influsso della pubblica opinione nelle fac­cende di politica estera non di rado aumenta, invece che diminuire i pericoli di guerra, è così facile dichiarare la guerra scrivendo un articolo di giornale o leggendolo comodamente in poltrona! . Gli articoli dei due giornali sono dun­que un invito a Giolitti : la Stampa lo fa apertamente incitandolo a disfarsi del ministro degli esteri, la Tribuna, per mezzo di Ferrerò, cerca un uomo politico che sappia con prudenza recare ad effetto i voleri dell'opinione pubblica. Non c'è dubbio che si stia preparando il paese alla grande novità. Giolitti or­mai si occupa personalmente della politica estera.
Infatti l'annuncio di tale novità è dato il 30 agosto da Cirmeni (che il. 5 giugno aveva scritto che l'unico responsabile della politica estera era Di San Giuliano): ora l'intervento di Giolitti risparmierà alla patria la sua più alta jattura . Aggiunge che l'Italia ha fatto sapere a Berlino, Parigi e Londra ebe essa ha diritto a compensi nel caso che il problema marocchino sia risoluto nelle amichevoli conversazioni fra Cambon e Kiderlen Waechter. E due giorni dopo conferma il diritto dell'Italia a chiedere compensi è stato riconosciuto dalle potenze alle quali l'Italia ha espresso il suo pensiero... Oggi con più ra­gione di tre giorni addietro posso far la previsione che ad onta del nuovo scop­pio di ostilità verbali franco-germaniche il problema marocchino sarà risoluto prossimamente... Della necessità di compensi all'Italia... è convinto Fon. Gio­litti il quale, come risulta da cento indizi, si occupa attivamente della nostra politica estera... Bono state tenute al ministero degli interni parecchie conferenze di politica estera . Aggiungeva che San Giuliano ritornava a Fiuggi perché vi andava Giolitti che doveva seguire come un'ombra.
Il Giornale d'Italia il 2 settembre spiega questo interessamento di Gioliti! per la politica estera col desiderio di riscattarsi della fama di incompetente e il timore di compromettere le sorti del Ministero. Di San Giuliano è rimasto profondamente colpito delle ostilità cui è stato fatto segno nella stampa e alla Camera e teme gli effetti di una politica di nuovi disinteressamenti e di nuove rinuncio . Perciò tra il presidente del consiglio e ministro degli esteri si era formata l'opinione che si debba fare qualche cosa . San Giuliano ha sottoposto a Giolitti la sua tesi: il sistema della politica mediterranea del l'Italia ... im­pone di agire nel caso molto probabile che con la tunisìficazione del Marocco