Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
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1969
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La preparazione all'impresa di Libia
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nicri. ]> Il 12 in polemica col Giornale d'Italia che sosteneva la necessità di informare l'opinione pubblica, la Tribuna rivendica il merito di essere stata la prima: Piazza è stato il primo corrispondente inviato a Tripoli. Ma ora il giornale pensa sia il momento di tacere: nessuno sente più di noi la necessità che il nostro paese sappia mantenere con ferma dignità e a costo di qualunque sa-crificio il suo posto tra le nazioni; ma siamo però convinti che a tale scopo giovi infinitamente più. la calma e la freddezza che ragionano piuttosto che esaltazioni momentanee cui possono seguire altrettante depressioni; e domanda: credete voi desiderabile che l'Italia, nell'evento di uno scoppio di una guerra e quale guerra! in Europa si trovi impegnata in qualunque altra avventura? , Ma il 13 pubblica nuove proteste contro i turchi.
Il 14 l'articolo di fondo Ancora i quattro predoni? sembra voler dire che la decisione è presa: protesta contro la fatuità chiacchierona di coloro che promettono ogni facilità e deplora la leggerezza di cui le lezioni del passato ci dovrebbero aver guariti... Il primo dovere di una nazione forte che si metta a qualunque impresa, è anzi di dare la massima considerazione a tutti i rischi che l'impresa possa presentare, per poter provvedere adeguatamente, e quando ne ha fatta la somma, moltiplicarla per due per assicurarsi contro qualunque dimenticanza o qualunque imprevisto.2' Ciò è ancora più necessario per l'Italia che ha già peccato e scontato i peccati della leggerezza e della fatuità . Insistendo sulla facilità dell'impresa si commette un'imprudenza criminosa perché se qualche cosa non andrà come si desidera si potrebbe determinare una di quelle revulsioni, uno di quei voltafaccia spaventosi ed infrenabili che danno alle nazioni le loro peggiori giornate. Inoltre l'argomento della facilità non deve contare perché se necessario si deve essere pronti ad agire per la dignità e l'avvenire della patria anche a costo di gravi disagi.
II 15, a proposito dell'atteggiamento dei partiti politici il giornale insiste nel confronto con la guerra d'Africa e teme che torni a succedere, purtroppo, quello che avvenne allora ; ognuno giudica secondo le proprie convenienze politiche senza conoscere tutti gli elementi: il pubblico non deve essere in* gannato . Questo è anche il monito di Guglielmo Ferrerò che in un articolo sulle forze della colonizzazione invitava a non fondarsi su un calcolo di rendimento economico immediato perché nella politica coloniale succede spesso che una generazione semina e l'altra raccoglie . Nella politica coloniale non ci sono né prodigi né miracoli... occorre seminare se si vuol raccogliere... e non basta saper osare il che è difficile bisogna anche virtù ardua saper aspettare! .
Dal canto suo Rastignac (Vincenzo Morello) il 18 invita a rimeditare le vicende italiane, quella che egli chiama la politica del bric à brac*; egli non ha la fiducia generale nello stellone , ricorda il '66 e il '78 due date che fissano il nostro arresto di sviluppo in sul nostro nascere e ci tengono legati alla catena della doppia sconfitta militare e diplomatica, che ci ha fatto quel popolo
*) L18 setlcmhre un urtinolo di Cirmeni sulla Netto Freie Presse; il 9 un articolo cibila Frankfurter Zoittmg che attribuiva a GiolitU il merito della e spinta alla nuova attività diplomatica italiana , ecc.
2) Cfr. GIOLITTI. Memorie cil., voi. II, pp. 357-358. TI generale l'olilo, incaricato di e calcolare con larghezza il. mimerò do! soldati per il corpo di spedizione, riteneva sufficiente una spedizione di circa ventidaemila uomini, io gli dissi di raddoppiarla .