Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
anno <1969>   pagina <480>
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Marcella Pinalieiie
Nella politica estera tra i vari problemi che ai presentavano, quello predo* minante e già sul tappeto, anche perché da esso dipendevano tutti gli altri, era la non lontana, anche se non imminente, scadenza della Triplice: e si pensava che la soluzione della questione di Tripoli prima del rinnovo avrebbe agevo­lato le trattative future. *) Giolitti, col quale già dall'inverno gli amici insistevano perché tornasse al governo -) probabilmente quando formò il Ministero non pensava alla conquista immediata ma solo ad una penetrazione pacifica econo­mico-politica che procurasse dei vantaggi e nello stesso tempo assicurasse dal­l'azione di un'altra potenza. Di qui la duplice esigenza di premere sulla Turchia perché non si opponesse alla penetrazione pacifica italiana3' e di riproporre con insistenza il problema all'opinione pubblica italiana.
A tale scopo era utile gonfiare tutti gli incidenti: la Tribuna ne approfit­tava per chiedere al governo un'azione più energica. Le si affiancava la Stampa con la quale nell'aitaccare Di San Giuliano e Luzzatti concordava, benché per motivi differenti, il Giornale d'Italia,
In marzo, mentre iniziavano le celebrazioni del Cinquantenario in un
Sechzig Jakre Politile unti Gesellschaft, Berlino, 1936. L'interessamento di Giolitti per la stampa, diversamente da quanto afferma NATALE, op. cit., p. 80, era reale ed è con­fermato, a proposito di una progettata riunione di direttori di giornali tra il settembre e l'ottobre 1914, da un brano di una lettera di C. Zoli a Brasati: La nostra stampa è assai bene disciplinata a questo se non altro ha giovato la recente spedizione libica!... Fon Giolitti il quale, bisogna convenirne, era un vero mago della politica interna italiana sapeva egregiamente valersi di questo mezzo e se ne è valso sem­pre con indiscutibile fortuna . Cit. da B. VICEZZI, L'Italia di fronte alla prima guerra mondiale* voi. I, L'Italia neutrale, Milano-Napoli, 1966, p. 693 sgg. e nota.
1) A vara a fin dal 2 marzo 1910 aveva scritto a Guicciardini in questo senso (cfr. C. AVARNA DI GUALTIERI, L'ultimo rinnovamento della Triplice, Milano, 1926, p. 90 sgg. Cfr. anche il cit. Promemoria di Di San Giuliano in Dalle carte cit., voi. Ili, p. 54.
2) v. in Dalle carte... cit., voi. UT pp. 33-34, le lettere di Battezzi, Bertolini e Lacava che, tra il dicembre 1910 e il febbraio 1911 gli davano notizie sulla situazione politica.
*) G. VOLPE, L'impresa di Tripoli cit., p. 41, dice che l'atteggiamento della stampa poteva tanto essere ispirato da Giolitti stesso, quanto servire da spinta a lai per get­tar via le ultime esitazioni e ottenere nella politica estera quel successo che era assai contrastato nella politica interna. Era l'opinione stessa espressa dalla Stampa*. Volpe della Stampa cita soprattutto gli articoli di Bevione e solo alcuni di Cirmeni, ma non collega l'atteggiamento di questo giornale con quello della Tribuna. MOLINELLI, op. cit.. p. 89, cita Volpe e nota: e il fatto che i primi quotidiani nazionali a muoversi in favore dell'impresa fossero i due più. legali al presidente del consiglio, non può, conoscendo l'uomo e i tempi, non essere significativo. D'altro canto considerando l'atteggiamento non molto lineare della Tribuna e certe dichiarazioni dì Di San Giu­liano nei riguardi della Stampa, ci sembra plausibile l'ipotesi del Salvemini sugli ispiratori iniziali della campagna giornalistica per Tripoli ed anche la convinzione che certi giornali servirono a Gì oli iti più. che egli non desiderasse. Non direi che l'atteggiamento della Tribuna si possa definire poco lineare: il giornale uffici oso non poteva spingere troppo palesemente all'aziono, ma ogni volta che il suo tono do­veva estere smorzato interveniva con vigore la Stampa, anche a costo di attaccare il ministro degli esteri. ; non mi sembra poi che l'affermazione di Molinelli sui primi quotidiani che si mossero si concili con altre suo affermazioni secondo eoi furono i nazionalisti a muovere rumorosamente per primi le acque (p. 81). Anche la tenace difesa della nomina di Garroni fatta dulia Tribuna puh essere un indizio.