Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1910-1911; GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; LIBIA
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1969
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La prc.pur azione all'impresa di Libia 481
clima di esaltazione patriottica l) che facilitava la propaganda tripolina. Giolitti provocò la caduta di Luzzattì. Col suffragio universale ed il monopolio delle assicurazioni ai manteneva entro le linee della sua politica sociale, ottenendo l'appoggio dei socialisti. Nello stesso tempo ai riservava di imprimere alla poli* tiea estera l'indirizzo che credeva più opportuno, preoccupandosi, pur senza pronunciarsi personalmente, di mantenere viva l'attenzione dell'opinione pub* blica. Pertanto questa, quando la questione marocchina impose di prendere una decisione, era stata già sufficientemente preparata, cosi che non fu difficile, dalle colonne della Stampa, proclamare l'urgenza della guerra, pur mantenendo netto ìl distacco dalle tendenze conservatrici che influivano sul nazionalismo imperialista. Nonostante le critiche di cui era oggetto, Di San Giuliano che per la Libia aveva un interesse speciale, nella sua qualità di siciliano , insisteva per l'azione immediata.2> Giolitti prudentemente aspettò che le trattative franco-tedesche giungessero in porto: quando la guerra scoppiò l'accordo non era ancora firmato, ma era già in via di conclusione. La campagna di stampa destinata all'inizio forse ad intimidire i turchi e successivamente ora intensificata ora attenuata sui due giornali governativi, secondo lo sviluppo della situazione internazionale, dava i suoi frutti. Superando i contrasti di politica interna, Sonnino giudicò provvida, intelligente e virile la risoluzione di Giolitti> e promise il 6U0 appoggio al governo. 3)
In tal modo si era a poco a poco condotta l'opinione pubblica dall'idea della penetrazione pacifica a quella della conquista, pur non dissimulandone, nel giornale più vicino al governo, le difficoltà: mentre alcuni giornali parlavano di passeggiata militare, solo quello giolittiano avvertiva che l'impresa sarebbe stata lunga e diffìcile e che, a parte il guadagno politico e di prestigio, non ve ne sarebbero stati altri. Così si completava la preparazione psicologica, A distogliere da un eccesso di ottimismo e richiamare ad un più concreto senso della realtà, l'organo giolittiano, nello stabilire un bilancio si trovò ad esporre pur arrivando a conclusioni opposte le ragioni degli avversari. Ciò potè dare l'impressione che Giolitti in cuor suo fosse contrario all'impresa e vi fosse stato costretto da un movimento di opinione pubblica sospinta dai nazionalisti. Il monito alla prudenza giungeva però un po' tardi, quando la retorica ormai
1) In alcuni suoi Appunti relativi alla guerra italo-turca del 18 novembre 1911, Brasati che riteneva insufficiente la decantata preparazione diplomatica , pensava che i Turchi fossero stari sorpresi perché essi si erano convinti forse, che eravamo uomini di parole, di troppe parole, per essere uomini di azione. (Cfr. anche p.... n. 1) le osservazioni di De Martino). Nel parlare dell'atteggiamento delle potenze verso l'Italia dorante l'impresa lo spiegava col fatto che specie in questo anno siamo andati soverchiamente esaltando le nostre virtù, i nostri pregi passati, presenti, futuri; ciò non poteva creare nn ambiente simpatico intorno a noi, I popoli, come gli indi videi debbono sapere quasi fard perdonare le proprie virtù, i propri pregi, non debbono avere hi parvenza di imporli altrui, quasi a titolo di superiorità . Brasati si hoffermnvu so questioni militari e concludeva esprimendo il timore che l'indugio nelle operazioni non finisse per smorzare in Patria gli entusiasmi di cui fummo tutti testimoni, entusiasmi che raggiunsero un diapason troppo alto per potorvisi mantenere . (A. C. S., Carte Brusati, Beat. 10, f. Vl.7.39).
2> GIOLITTI, Memorie *it. voi. 11, p. 335.
a) A. BERGAMINI, Giolitti e Sonnino, in L'Osservatore politico e letterario: Giolitti trentanni dopo, n. 7, 1958, p. 89 sgg. Sul Bergamini e il Giornale d'Italia v. A. MONTICO*, s. v. in Dizionario biografico dogli italiani, Roma, 1967, pp. 70-76.
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