Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <554>
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fa Campanini
semplice esercitazione retorica ; onde V interesse e T autorità del documento,
Strane vicende e clamorose mi aspetto di avere a narrare in quest'anno , scriveva all'alba del 1848 il cronista reggiano An­gelo Camurani, dottore e canonico. Queste parole, facilmente pro­fetiche, gli erano state suggerite dagli avvenimenti cittadini, che aveva registrati nel novembre e nel dicembre del' 4, narrando il fermento popolare che ribolliva nella città. A mezzo dicembre scri­veva : la gioventù non si poteva contenere.... e si temeva sempre peggio nel popolo acceso e adirato , e verso la fine del mese ag­giungeva: tutto fu messo in calma colla forza, col venire alla mattina del 22, da 3000 tedeschi, e nel 23 da 80 ungheresi, e cosi in seguito degli altri, si che alla fine dell'anno erano in Eeggio da settemila nomini austriaci di guarnigione. Sono, aggiungeva, del Reggimento di proprietà del nostro duca Francesco V. Vennero, si può dire, all'improvviso, mentre correva opinione che per i trat­tati concitisi fra le Potenze, i tedeschi non potessero varcare la linea del Po. La notizia di tali armaménti corse più o meno esatta anche ne' giornali e, benché in ritardo, nel numero del 3 febbraio L'Alba di Firenze annunziava : H duca di Modena si mette in piede di guerra, portando le sue armate a 4000 uomini tedeschi, e in massima ungheresi ,
Per ospitare tanti soldati, il Comune dovette applicare la prima volta il piano e le massime per gli alloggi, stabilite fino dal 1835, per le quali gli "ufficiali dovevano essere alloggiati fra i partico­lari che potevano sostenere il servizio, a fronte del pagamento di una pensione d'affitto in proporzione del grado e in ragione del numero .. Se non che per protesta e per non accoglierli nelle lóro case,: quanti poterono, pagarono al Comune le somme imposte affinchè fossero mandati negli alberghi. Altra occasione di protesta più clamorosa fu. lo spettacelo della stagione di carnevale, ohe si iniziò come di consueto, il giorno di Natale. L'Opera posta in scena era Giovanna di Napoli che pochi anni prima aveva affollato il teatro. Allora il pubblico per non trovarsi co' tedeschi se ne astenne ; e poiché, non ostante gli ammonimenti e le minaccio, il teatro continuò a rimanere deserto, d'ordine del Duca fu chiuso.
Ancora; la notizia che la Lega doganale non era stata aeoolta fu cagione di più gravi tumulti. Questa Lega, ossia uniformità di dazi, (è bene sentire i Camurani che riferisce ciò che ne pen­sava e ne sapeva il popolo), era stata ideata nelli Stati del Sommo
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