Rassegna storica del Risorgimento
CESSI ROBERTO
anno
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1969
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Roberto Cesa*
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missione inviata nel 1921 a Vienna per la rivendicazione del materiale archivistico austriaco riguardante particolarmente le province riunite all'Italia; rivendicazione contemplata nel trattato di pace di Suim-Genuain, ma ostacolata da una serqua di difficoltà e di cavilli che parevano insormontabili. L'opera tenace e insieme abilmente diplomatica del Cessi, corroborata dalla profonda conoscenza archivi-stico-siorica, valse ad assicurare il passaggio ai nostri archivi di un ingentissimo e preziosissimo materiale: basterebbe ricordare la consegna dell'Archivio del Principato di Trento, gli atti della Corte superiore di giustizia (1850-1863), della Luogotenenza di Venezia (1848-1866), della presidenza Melzi d'Eni, i processi di Belfiore e di Cesare Battisti. La sua attività poi fu rivolta alla monumentale collezione degli Atti delle Assemblee Costituzionali, patrocinata dalla Accademia dei Lìncei e rimasta purtroppo interrotta. In essa egli pubblicò e illustrò da par suo le Deliberazioni del Maggior Consiglio e, in collaborazione dapprima con l'Alberti, i quattro grossi volumi dei Verbali della Municipalità provvisoria di Venezia (1797) e gli undici volumi delle Assemblee della Cisalpina. Tutto qui per allora: ma come parlare di Risorgimento con la libera voce di storico e di cittadino quando imperava un regime che vantavasi antirisorgimento? Fu così che solo nel '45 uscirono le sue luminose pagine sulle Origini del Risorgimento, una concezione di esso più vasta, fenomeno non solo italiano ma europeo, affermazione come realtà concreta delle nazioni contro l'assolutismo e le preponderanze di ogni tinta* e della loro libertà non solo politica e territoriale, ma in tutti valori dello spirito. Seguì nel *47 il volume su Campo} or mio: un acutissimo esame dei documenti diplomatici forma l'ossatura del lavoro, in cui il Cessi giunge ad una valutazione tutta nuova e persuasiva di quella tanto discussa pace. Da allora, senza trascurare la sua attività di medievalista e storico di Venezia, al Risorgimento diede un centinaio di contributi, di cui ricorderò solo i più importanti, collegati di solito con le celebrazioni centenarie dei fasti gloriosi. Per quella quarantottesca egli pubblicò fra l'altro, in collaborazione con altri studiosi, i Documenti diplomatici detta Repubblica Veneta del 1848-49, illustrando particolarmente, di sul carteggio Castellani, i rapporti di Venezia con Roma e ricostruendo in un vivace volume il sorgere e il rapido tramonto del Milo di Pio IX. Anche le celebrazioni del 1859 e 1860 gli offersero occasione di altri scritti importanti, parzialmente raccolti poi nel volume Studi sul Risorgimento nel Veneto, pubblicato dall'Istituto di Storia medioevale e moderna dell'Università di Padova, per festeggiare l'ottantesimo compleanno del Maestro. A commemorare poi il centenario dell'unione del Veneto allo Stato italiano, il Cessi, in seno all'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, di cui era ormai il membro più anziano e a cui diede tanta sua attività (come anche all'Accademia dei Lincei ed alla Deputazione di Storia per le Venezie, della quale resse instancabile le sorti per quasi cinque lustri), si fece promotore, e ne fu il coordinatore, a integrazione dei già noti documenti diplomatici italiani, della pubblicazione di quelli attinti dagli archivi di Vienna, Londra e Parigi su II problema veneto e l'Europa; 1859-1866; tre grossi volumi, di cui è superilo rilevare l'importanza. Postumo esce ora un suo ampio studio su La crisi del 1866, steso sino agli ultimi giorni del suo vivere, stanca forse la mano avaramente sorretta dal lume degli occhi, non lo spirito sempre vivido ed alacre dello storico insigne.
GIOVANNI GAMBABIN