Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1969>   pagina <488>
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488 B/kia Morelli
Nel settembre del 18f2 la fedele amica di Mazzini, Carlotta Benettini, scrive per affermare che non solo le straniere, ma anche le donne italiane si sono recate a rendere .omaggio a Garibaldi al Varignano.
Bargoni non pubblica un articolo di Pianciani contro Ricasoli, ma ne con­serva il testo, come conserva questa protesta di Giuseppe Ricciardi, che pure gli è amico:
[maroso 1861} Al Sig. Bargoni.
Non il solo deputato Ferrari votò contro la proposta Àudinot e Cu, ma protestarono pure Lazzaro e Ricciardi, e sarebbe stato giusto il farne menzione.
G. Ricciardi
Un'altra protesta arriva nello stesso anno da Enrico Martini, mentre Niccolò Tommaseo invia un articolo nel 1863. Undici documenti sottolineano il dissidio Garibaldi-Cialdini dell'aprile 1861. Il Nizzardo scrive anche al direttore del Diritto, ma le lettere sono di scarso valore.
Alcune notizie giungono a Torino dall'Intendenza di Palermo tramite Raf­faello Carboni; il documento, però, di gran lunga più importante è una lettera-articolo con la quale, il 20 gennaio 1863, Nicola Fabrizi traccia il panorama della situazione politica siciliana.
La vita dei direttori di giornale non era sempre tranquilla, tanto più che il Bargoni, invece di ricorrere, come si nsava nell'Ottocento, al solito prestanome, risultava a chiare lettere il responsabile del Diritto. Da qui le sfide con Cletto Arrighi, Constant Jacottet e Giuseppe Palizzolo negli anni 1862 e 1863.i)
Se finora abbiamo citato i nomi di vari corrispondenti meno importanti per la natura del loro contatto intermittente con Bargoni, dobbiamo ora ricordare gli amici autentici. Si incentrano sul Diritto, ma abbracciano un periodo assai più ampio e tutta la politica della sinistra italiana tra il 1859 e il 1863 le lettere di Agostino Bertani e di Adriano Lemmi.
Chi ha letto le Memorie sa, infine, che esse sono costruite sulla corrispon­denza degli amici più intimi e dei compagni di lotta: Salvatore Calvino, Anto­nio Mordini, Nicola Fabrizi, Benedetto Cairoli, Giovanni Cadolini, Giuseppe Civinini. A quest'ultimo cederà la direzione del Diritto il 1 giugno 1863; a quest'ultimo scriverà il 29 luglio, per ritirarsi anche dalla collaborazione al giornale.
Camera dei Deputati
Torino, 29 luglio 1863 Mio caro Civinini,
Un sentimento di convenienza, che tocca in modo evidente i confini del dovere, mi obbliga, come puoi avere immaginato, a considerare il secondo arti-
i) Vedi la lettera di Liborio Romano a Pennino.. 4) Ne fanno fede alcune lettere del 1862-1864. 8) Vedi Memorie cit., pp. 161-168.