Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1969>   pagina <493>
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Libri e periodici
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zione mazziniana si vn, per così dire isterilendo, e si aprono profonde incrinature nel fronte dell'opposizione repubblicana. La lettera di Giuseppe Ferrari al Mazzini da Parigi, datata dell'ottobre 1850, e il testamento politico di Carlo Pisacane sono i docu­menti più significativi per definire la duplice punta dell'estrema Sinistra: la punta ferrariana, federalistica eppur giaeobineggiante alla francese, ed antipapale fino al­l'estremo, ma non propriamente rivoluzionaria nell'azione; la punta pisacaniana, tutta protesa invece verso un agire cui ripugna talvolta la stessa preparazione propagandi­stica. La battaglia delle idee, cara al Mazzini, è riservata pur sempre ad una mino ranza di colti e non appaga chi si volge alle masse. Pisacane pone l'esigenza di radi­cali mutamenti istituzionali e sociali con un fervore venato d'utopismo, che andava qui documentato ricorrendo agli ultimi volumi delle opere edite a cura di Aldo Ho* mano* nello stesso tempo, si potevano trovare nel suo Epistolario le tracce di una sua persistente ammirazione per Carlo Cattaneo, che a sua volta lo animava ad agire, a perfezionare la sua esperienza di uomo di guerra, anche magari servendo l'odioso Luigi Bonaparte... Tutto quello che riguarda invece i rapporti fra Manin e Pallavi­cino, fra quest'ultimo, il Foresti e Garibaldi riguarda già la formazione di una < terza forza , la Società Nazionale, di cui il Macie Smith segue le vicende nel capitolo XXV, e non mi pare rientri nella definizione e nell'ambito d'uno studio sull'c estrema Sinistra .
ETTORE PASSEMN D'ENTRÈVES
Mélanges offerte à Guillaume Jacquemyns; Bruxelles, Uni versi té Libre de Bruxelles, Editions de l'Institut de Sociologie, 1968, in 8", pp. XXXIL679. 1050 FB.
Nel corso dell'ultimo decennio l'eminente storico belga ha avuto modo di sof­fermarsi più volte ed amorevolmente sulle vicende finanziarie italiane all'indomani dell'unità nella prospettiva della monumentale biografìa (che è poi una sorta di summa di storia economica, agraria e ferroviaria per l'Europa danubiana e mediter­ranea nel secondo Ottocento) da lui dedicata a quel leggendario banchiere cattolico Langrand Dumonceau le cui speculazioni sono cosi strettamente legate alle sorti del­l'asse ecclesiastico, del debito pubblico pontificio ed in genere della nostra finanza nazionale, attraverso episodi clamorosi quali il progetto Borgatti-Scialoja per la li­bertà della Chiesa , le arroventate elezioni generali della primavera 1867, la caduta del secondo ministero Ri caso li. A questi argomenti italiani FA. ha anche dedicato espressamente un paio di robuste indagini, una delle quali, sul prestito pontificio del 1864, è apparsa sulle pagine di questa medesima rivista, mentre l'altra e più notevole, pubblicata in Belgio, costituisce la più seria messa a punto disponibile circa il pro­blema dell'asse ecclesiastico, a cui lo scrivente, con la collaborazione di suoi allievi, confida di poter presto arrecare i primi contributi monografici su Beala provinciale, iniziando dall'Abruzzo e dalla Sicilia.
É perciò da deplorare che nessuno studioso italiano abbia preso parte a questo doveroso e cospicuo tributo d'omaggio, eccezione fatta per il Demarco, che tratta da par suo di un progetto bancario settecentesco nel regno di Napoli. Suscita consimile e più accentuata meraviglia la constatazione ebe nessuno di questi studi raccolga o rifletta l'esperienza parti co larìssima dell'Ai quel collegamento originale tra ricerca sociale scientifica e sua applicazione politica che fa di lui una singolare figura di < esperto > ed al tempo stesso uno storico impegnato BtL piano di autentica e davvero insolita concretezza. Non che manchino ricerche d'impostazione sociologica, e ciò sia pure nell'accezione larghissima che il termine la page oggi consente: esse sono anzi affidate a due specialisti prestigiosi come Aubert e Dimise! le. le cui riflessioni peral­tro, le une sulla composizione e la struttura dell'episcopato e delle commissioni nel primo concilio Valicano, le altre addirittura sul milionario problema del ruolo del­l'individuo creatore nella storia, con particolare riguardo ad un parallelo tra il catto­licesimo liberale e quello sociale,, non mancano di suscitare perplessità per quella