Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1969>   pagina <496>
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Libri e periodici
documentati o condotti, aumentano veramente le nostre conoscenze sulla storia dèi nostro Sud nel periodo a cavallo tra il sei;. X Vili ed il XIX e ci aiutano a considerare nella luce giusta gli avvenimenti e le carenze contemporanei.
La prima considerazione che sì trae dalla lettura del saggio di cui sopra è In seguente : grande è stata l'importanza dei cospiratori giacobini del 1794-99 ai fini della rinascita della regione fr del suo inserimento nell'età moderna, ma le masse rurali rimasero largamente ostili (per la questione della terra) ai novatori appoggiandosi alla nobiltà ed alla borghesia conservatrice (ch'era la maggioranza).
D'altra parte la politica dei Francesi verso quelle popolazioni fu errata: sì ri­corse con particolare accaniménto a depredazioni d'ogni genere, si soppressero i pri­vilegi locali e non si fecero le riforme che sarebbero state necessarie. In definitiva le autorità francesi tu i ri ci dei repubblicani partenopei (pur còsi nobili e grandi) accreb­bero la miseria ed il malcontento, provocando come reazione l'odio profondo dei contadini. In tal modo si spiega il fenomeno delle insorgenze che divenne caratteri­stico del 1799: il Masi nota giustamente che la violenza delle plebi in un primo mo­mento si diresse non solo contro i giacobini, ma anche contro gli aristocratici ed i borghesi proprietari; fu un movimento sociale ancor prima che un movimento politico.
Bisogna rilevare altresì che l'occupazione francese portò indirettamente effetti positivi: basti pensare alla immissione di capitali nella regione pugliese ed alla con­tinuazione della politica antifeudale e laicista già iniziata ai tempi dello Zurlo.
Una volta instaurato nel Sud il Regno napoleonico del Murai, si operarono mu­tamenti notevoli in tutti ì campi, ma principalmente in quello tributario: ciò com­portava radicale trasformazione delle strutture finanziarie del Regno ed un ulteriore colpo infetto ai latifondi dei baroni.
Ed ecco come l'autore stesso conclude la sua ricerca: <In sostanza le trasforma­zioni avviate in un giro d'anni troppo breve rappresentano un salto storico.; In con­formità al processo di maturazione della borghesia meridionale, esse furono il fratto di un movimento culturale, politico ed economico comune tanto ai riformisti e giaco­bini napoletani, quanto ai governanti francesi, partecipi della cosidetta repubblica dei proprietari. La borghesia divenuta classe dominante, se anche lasciò sopravvivere pe­santi residui del regime agrario feudale, non potè fare a meno di utilizzare sia le innovazioni conferite dal Codice napoleonico al diritto di proprietà, sia gli ammoder­namenti operati dai Francesi nelle strutture dello Stato .
Certamente le istanze moderate non avrebbero potuto risolvere radicalmente il problema sempre drammatico dei contadini meridionali. Ma questo è un altro discorso.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
ISTITUTO PER LA STORIA DEL RISORCXMENTO ITALIANO. Comitato di Mantova, L'esilio di Giovanni Arrìvabene e il carteggio di Costanza Arconatì, 1829-1836. Proemio e introduzione biografia e note di Robert Van Nuffel. Presentazione di Emilio Fario; Mantova, 1966, in 8, pp. CXX-181. S. p.
Presentato dall'aw. Emilio Fario, dinamico presidente del Comitato mantovano, il Carteggio di Giovanni Arrìvabene e di Costanza Arconatì, a cura dello storico belga Robert Van Nuffel, merita di essere segnalato in questa rubrica non solo per la pub* blicazione delle lettere in larga parte inedite, per la cara e la diligenza delle note, ma ìn specie per la ricca introduzione cita il maggior studioso dell'Àrrivabono ha voluto premettere al carteggio; introduzione articolata in alcuni paragrafi e seguita da un'ampia bibliografia che fa veramente il punto sulle opere di e su Giovanni Ar-zivabene. Poiché non è possibile ritcsscre, momento per momento, le vicende bio­grafiche del patriota mantovano, che già nelle < Memorie > tracciò lo linee essenziali della sua vita, e sufficiente fermare l'attenzione su qualche nodo più significativo dall'esilio all'amicizia con gli Arconati, dagli studi di carattere economico all'atti* viti politica in Belgio e in Italia ecc. - - seguendo lo schema del discorso portato in-