Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1969
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497
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Ubrì e periodici
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nunzi dal Van N uff ci, il quale in varie occasioni poi non si limita a precisare date e aspetti particolari della vita del conte, ma sottolinea volta a volta le amicizie, i nessi colturali, le colleganze politiche, il carattere infine del patriota mantovano* e ne inquadra i momenti più rilevanti della vita nella società del tempo, con acute annotazioni di ordine psicologico ed umano. Miglior biografo in tal senso non poteva desiderare il vecchio senatore che, ultra novantenne, chiuse la sua attività nel 1881, a ciclo ormai concluso di quel Risorgimento al quale aveva contribuito con dedizione, intelligenza e sacrifici in patria o in esilio. Ma il primo periodo dell'esilio .soprattutto - - dopo la collaborazione al Conciliatore, gli incontri col Di Breme, il Pel* lieo, e il Gonfalonieri; la istituzione delle scuole di mutuo insegnamento pure nel Mantovano; e infine la carcerazione a Venezia come sospetto di carboneria e la fuga assieme a Scalvini e tigoni dovette aprirgli una prospettiva di impegno politico e di lavoro in direzioni differenti rispetto al passato, sia durante la permanenza in Francia e in Inghilterra, sia per gli studi compiuti a Parigi, a Bruxelles o al castello di Gaesberk, ospite degli Arconati, sia per le traduzioni e gli scritti sulle istituzioni di beneficenza inglesi, le colonie agricole olandesi, le condizioni degli operai nel Belgio ecc. In queste prime pubblicazioni, sulle quali il Van JNuffel si ferma a lungo (pp. LXI-LXXXVI) indicando la novità dei temi, il rigore del metodo, l'impostazione scientifica, il calore filantropico di molte pagine, l'Arrivabcne metteva in chiaro, specie a se stesso, molte questioni dibattute dagli economisti e affrontate secondo una prospettiva umanitaria.' e moderata, o secondo una valutazione esplicitamente sociale, con diretto riferimento ai problemi della proprietà, delle imposte, dei rapporti tra capitale e lavoro, dell'accattonaggio, dell'istruzione, ecc. In tal senso i Documenta relati fs à l'Etat dea paysans de la Commune de Gaesbeck sono un esempio di pei* m'ordino di quella Statistica sociale che solo vari anni più tardi avrebbe acquistato notevole importanza ai fini della conoscenza delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione contadina ed operaia. H ripensamento poi che l'Arrivabene compiva, nelle traduzioni delle opere di Mill o Senior, delle idee politico-economiche di insigni scrittori; le note e i commenti; gli articoli sulle riviste di economìa ecc. ampliavano sempre più l'orizzonte di studioso del patriota mantovano, che non abbandonava però la naturale modestia pur dinanzi agli elogi e ai consensi di estimatori e di amici; egli aveva trovato cosi non tanto un modo per occupare il tempo dell'esilio, quanto una dimensione di lavoro e di intervento nella patria di adozione: il Belgio.
Nella lunga permanenza in Belgio assunse incarichi speciali, fece parte di commissioni di studio, iniziando pure una vera e propria attività politica, nel Brabante, mentre continuava per altro la sua collaborazione a riviste e periodici anche in Italia (ad es. Rivista contemporanea, La Lucciola), dove in qualche occasione potè ritornare dopo la concessione della emigrazione legale, e dove definitivamente si slabili, nel 1860, a seguito della nomina a senatore. Questa la motivazione: Esiliato nel 1821, illustrò la patria colle sue opere sulla pubblica economia e sulla letteratura italiana, e colla dignità della sua vita .
Egli stesso ci ha reso conto nel secondo volume delle sue Memorie della sua attività senatoriale, dandoci spesso un riassunto dei suoi interventi alla tribuna del Senato; li commenta, dando le ragioni del suo atteggiamento.: capiamo quanto le sue posizioni siano influenzate dalle dottrine economiche alle quali ba dato la sua adesione; vediamo come egli mette sempre l'interesse generale, il bene pubblico al di sopra dei suoi propri interessi, magari delle sue simpatie personali (p. LU).
Se per Giovanni Arriva bene economista! e patriota è doveroso il rinvio all'ultimo saggio del Van Nuffel (Atti e Memorie dell'Accademia Virgiliana di Mantova, 1968, pp. 123*158), per l'amicizia verso la contessa Costanza Arconati dobbiamo ritornare al Carteggio* limitato tuttavia agli anni 1829-36, durante i quali una intimità senza reticenze, una amichevole confidenza, una discrezione senza inconvenienza avevano consolidato l'amicizia nata nell'esilio dalla patria comune. E in queste lettere, nelle quali la contessa Costanza raccontava anche i minuti aspetti della sua vita e dei suoi viaggi, si uova veramente il calore di una esemplare amicizia, ricca di
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