Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1969
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Libri- e periodici
quella lealtà e rettitudine, alla quale l'Arrivahene ispirava il sno lavoro di scrittore e di uomo politico. Una sola citazione, tratta dalle poche lettere del conte rimaste, può dare 11 senso di fèrvido legante tra coloro che erano stati costretti all'esilio : 4 Si informi del mio povero fratello prigioniero (si tratta di Giuseppe], mi scriva spesso, mi tenga su col di lei coraggio e con delle buone nuove, che ne ho proprio d'uopo; Le cattive nuove che si sono succedute con tanta rapidità mi hanno ammalato moralmente molto, ed un po' anche fisicamente (p. 40), Ma già in altre occasioni Costanza Arconati aveva infuso coraggio alPArrivabene, ad es. nel 1830 : La prosperità del mio amatissimo figlio, il pensiero degli amici, di rivederli, di conservarli, di averli acquistati per sempre, e lo spettacolo interessantissimo dello stato attuale di Francia, mi compongono un'aura di felicità nella quale dimentico alcune volte i disgusti, e le privazioni. Come mai ella Arrivabene, che ha un'anima tanto accessibile ai conforti che derivano dalla vista del bene altrui, ella che vive del perfezionamento dell'umanità, può dire: in quasi tutta Europa tutto si muta in meglio, ma per noi sempre lo stesso. L'esiplio, la povertà sì sono sempre lo stesso, ma non abbiam riposto una parte della nostra felicità nei progressi della libertà, nell'avvenire deb l'Italia? e questo avvenire non è più sereno dal 1823 in poi? Abbiam dietro le spalle nove anni di patimenti, tanti anni scontati sulla somma che ci è destinata. Gli abbiam sostenuti con energia e dignità, invece d'essere abbattuti dall'avere! tà, ne siamo esciti migliori e purissimi. E ci diremo tanti miseri? Anche in patria v'è la stoffa di cui si formano le disgrazie, ma meschine, avvilenti, rovine di famiglia, discordie, matrimoni infelici, le nostre sciagure le abbiamo sortite splendide, solenni, utili, storiche anche se vuole, giacché la vanità vuole ovunque aver la sua parte. Mi fermo, per timore di sembrare ridicola (p. 20). Ma tutt'altro che ridicola dovette apparire al conte Arrivabene, ed appare a noi oggi, questa amica lontana con le sue nobili e commosse parole, con la pacata e ferma rivendicazione del preciso significato etico e politico delle privazioni e dell'esilio.
RENATO GIUSTI
CARLOS M. RAMA, Garibaldi y el Uruguay ; Moni e video. Ediciones Nnestro Tiempo, 1968, in 8, pp. 128-LIV. S.p.
Di questo libro è necessario parlare da un duplice punto di vista, il primo dei quali attiene più. strettamente alla bibliografìa risorgimentale, mentre il secondo in volge un problema assai più complesso e delicato. Come contributo specialistico il volume è senz'altro originale, interessante e soprattutto stimolantissimo. I legami dell'eroe con la piccola nazione sudamericana vengono seguiti e ricostruiti con amorosa cura fin nei particolari minuti, gli spagnolismi, ad esempio, tipici a lungo del linguaggio garibaldino. Ma al di là delle testimonianze sentimentali del generale, delle statue e delle commemorazioni, al di là della pur fittissima letteratura latino-americana su Garibaldi raccolta in appendice dalI'A. (vi riappare altresì in versione spagnola il noto saggio postumo del Bourgin sui rapporti Uruguay ani tra l'eroe ed i Francesi alla vigilia del 1848, già pubblicato in questa rivista) è l'eredità garibaldina, il significato dei ricordo popolare e della tradizione politica, nonché del simbolismo ideologico del generale, ciò che maggiormente, ed ragione, accentra l'attenzione dell'A. dirigendosi senz'altro al cuore di quel che chiamavamo secondo e più vasto problema. un fatto che, anche ben oltre gli entusiasmi positivistici e radicaleggienti e magari crudamente anticlericali di fine Ottocento, ancor oggi, in atmosfera sotto ogni rispetto così profondamente alterata, Garibaldi rappresenti oggetto di studio,. quale protagonista principalisaimo non solo del Risorgimento italiano ma un po' di tutto il clima politico democratico e patriottico del secolo scorso in Europa, essenzialmente per ricercatori stranieri, dall'inglese Mack Smith al russo Nevler, mentre altrettanto sistematicamente egli viene < snobbato (non sapre! trovare definizione più appropriata) dalla storiografia italiana, e non solo da quella di tradizione nazionalista e confessionale come sottolinea l'A, (il cui appassionato laicismo antifascista