Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1969>   pagina <501>
immagine non disponibile

Libri fi periodici
501
stero fitto alla guerra del '50, ri reggeva in larga misura sull'amichevole politica in­glese verso il Regno subendo; politica che ebbe convinti sostenitori in Ralph Abcr-croniby prima e, soprattutto dal *52* in James Hudson.
Questo volume pubblica invero i documenti relativi olla missione Abercromby, tratti dal Public Record Office i Fareipn Office e Embassy and Consulvr Archiveìt dai Russell Papera, Granville Papera. Palmerston Papera ecc., e lascia quasi intrav­vedere, proprio nelle ultime lettere dell'ambasciatore, U perìodo che si aprirà con l'arrivo di James Hudson e con l'azione da lui condotta a favore del Piemonte come fine diplomatico e sincero amico della libertà italiana: "You may perhaps like to know that Mr. Hudson bas arrived licre and that we have met. He will remain bere over tomorrow in order that we may bave some more talk together and the day after he proceeds to Turili, when he will he most cordially welcomed by the King and bis Government. Front the little that I have seen. of liim a yet I should say that he has every prospect of succeeding in making a useful and influential position for himself at Turin, and he seems to be quite prepared to see and to understand things in the ri gin way ( p. 402 n.). Ma torniamo alla missione di Ralph Abercromby, il quale, fa­cendo proprie fin dall'inizio del 'SO le preoccupazioni del d'Azeglio per lo stato di tensione esistente nell'Italia centrale, per la penetrazione austriaca nei Ducati di Mo­dena e Parma, per la questione degli emigrati ere, non poteva che consigliare al ministro piemontese di continuare nel cammino intrapreso, da un lato approvando le misure prese all'intento in vista di una insurrezione repubblicana, la presentazione delle leggi Siccardi (occasione però di mene di parte per ristabilire in Piemonte l'influenza austrìaca), l'attività parlamentare della sessione in corso ecc., e dall'altro frenando il ministero in qualche misura di rappresaglia verso l'Austria, esortandolo inoltre a fare una polìtica pacifica all'esterno e di riforme all'interno. La riprova della validità di tale impostazione politica venne data da vari elementi: il risultato posi­tivo delle elezioni suppletive del febbraio *S0, favorevoli al Governo; l'approvazione delle leggi Siccardi (nonostante gli intrighi a Corte, gli attacchi dell'opposizione, le dimissioni di qualche ministro, la partenza da Torino del Nunzio); la riconfermata approvazione del Re alla condotta del d'Azeglio ecc. H ministro inglese, anche se l'Inghilterra non prendeva in anticipo impegni di sostegno al Piemonte in caso di < ipotetica invasione austriaca e stimolava il governo sardo a prevenire una even­tuale sorpresa su Alessandria e a non immischiarsi negli affari interni del Lombardo Veneto, doveva riconoscere l'esistenza delle prove di intrighi austriaci in accordo col partito reazionario piemontese, e, mentre stigmatizzava il comportamento filo­austriaco del suo segretario Bingham, faceva balenare sia il timore che la controversia religiosa tra il Regno Sardo e la S. Sede nascondesse un tentativo per limitare (o negare) in Piemonte le libertà costituzionali, sia il pericolo incombente sul Piemonte se il Lombardo-Veneto veniva incorporato nella Confederazione germanica. È vero che il governo Sardo non doveva temere attacchi da parte dell'Austria (stando al di­spaccio del Palmerston del 18 luglio *50; p. 146 e sgg.); ma le vóci di propositi ag­gressivi, i movimenti di truppe, l'eventuale sequestro sui beni degli emigrati, qualche incidente a proposito di disertori ecc. lasciavano chiaramente intendere che lo stato di tensione, provocato ad arte, accresceva le difficoltà del governo sardo e non poteva non stimolare il governo inglese a impedire i soprusi e le pressioni dell'Austria.
Le assicurazioni del Palmerston, in merito all'interesse inglese per la indipen­denza del Regno di Sardegna, venivano tanto più opportune non Bolo per le voci al­larmìstiche di rinforzi militari austriaci, per la Lega doganale tra Austria e Stati dell'Italia centrale, o per l'attività dei rifugiati lombardi, ma pure perché, confer­mando il carattere pacifico della politica inglese, favorivano lo sviluppo in senso costituzionale e liberale del Piemonte. Accanto alla e soddisfazione del d'Azeglio al riguardo, o agli elogi dell'incaricato di affari degli Stati Uniti, o alle lettere di Gladstone sul malgoverno nel Regno di Napoli, tali assicurazioni potevano acquistare, secondo Abercromby, un senso concreta proprio nel rìconoBcimonto che gli accordi ferroviari tra Sardegna, Zollverein germanico e Svizzera; i progetti dì un pro­gramma ferroviario attraverso lo Alpi; la concessione di prestiti finanziari da parte