Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1969>   pagina <504>
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Libri e periodici
ISTITUTO VENETO DI SCIENZE LETTERE ED ARTI, B problema veneto e VEuropa. 1859-1866. Raccolta di documenti diplomatici a commemorare U centenario dell'unione di Venezia e del Veneto allo Stato italiano; Venezia, Edito a spese del comitato veneziano per la celebrazione del Centenario, 1966-1967; voi. I: Austria, a con di RICHARD BI.AAS, pp. XXXII-957; voi. TI: Inghilterra, a cura di NOEL BLAKISTO.N, pp. 1054; voi. HI: Francia, a cara di GEORGES DETHAN, pp. 830. S.p.
Questi tre volumi, presentati da una lucida introduzione di Roberto Cessi, al quale tanto debbono gli studi di storia veneziana, costituiscono una nuova ionte documentaria preziosa, anzi indispensabile, non solo per la storia diplomatica del* l'unificazione italiana, ma, pia in generale, per quella delle relazioni internazionali europee in quegli anni cruciali fra la guerra del 1859 e la guerra del 1866, che segna­rono l'inizio dell'irreversibile processo di sfaldamento dell'impero asburgico e misero definitivamente in crisi il sistema del Congresso di Vienna. I curatori di tutti e tre i volumi si sono infatti attenuti, nella scelta dei documenti, ad un criterio di estrema liberalità, interpretando e non c'è cbe da rallegrarsene nel senso più lato il tema assegnato. Il problema veneto, lasciato irrisolto dal processo di unificazione del 1859-6 L viene così ad essere il filo conduttore, talora addirittura abbastanza esile, di un ben più vasto ed impegnativo discorso tra le cancellerie europee, i cui poli dia­lettici sono i rapporti Ira l'Austria ed il nuovo Stato italiano da un lato, il generale equilibrio di potenza in Europa dall'altro.
Uno dei motivi ricorrenti che traspare dalla corrispondenza diplomatica qui pubblicata, è la costante incapacità degli uomini di governo austriaci di rendersi conto del carattere ormai insostenibile della loro situazione nel Veneto una volta costituitasi l'unità italiana e dell'opportunità quindi di ricercare nuove soluzioni concordate, cbe assicurassero all'Impero dei concreti vantaggi. In un primo tempo, certo, essi poterono essere indotti a radicarsi in questo atteggiamento dallo scetticismo, abbondantemente condiviso in Europa ed anche nell'Italia stessa, circa la solidità e la durata dell'unità italiana. Ma con il passare degli anni, e specialmente dopo la crisi di Aspromonte e la Convenzione di settembre con la Francia, un tale scetticismo avrebbe dovuto ben illanguidirsi, se non scomparire affatto. Il lungimirante Palmerston, del resto, aveva bene schematizzato la situazione in una sua lettera a Russell del 6 ottobre 1860 : e As long as Austria keeps Vénetia, ali Italy wll be the enemy of Austria, ready té join in any hostilc measures against her, external or internai; if Venetia were given up to Italy, Italy would naturally look on Austria as a friend, a supporter and un ally. Neither would want anything belonging to the other. Both would unite to resist the encroachments and aggressione of Franca . Palmerston, certamente, semplificava in misura eccessiva il problema; ma indicava un'alternativa che non fu mai presa in considerazione dal governo di Vienna, il quale fini così con il trovarsi privo di ogni effettiva libertà di azione nel momento critico.
La lettura dei documenti qui riportati conferma ancora una volta ma ve ne sarebbe appena bisogno con grande ricchezza di particolari e di nuove sfumature, il carattere elusivo, opaco, della personalità di Napoleone HI e le infinite incertezze e contraddizioni della sua politica estera. Come ha scritto il Cessi nella introduzione, ogni passo della sua azione politica non faceva che risolversi in cuna smentita so­lenne di una mal concepita dialettica contraria alle più elementari esigenze del mo­mento, e lo costringeva a ripiegare su se stesso subendo, sia pur con dolore, pro­spettive contrarie ai presupposti ai quali credeva potersi ispirare.
Le osservazioni, i commenti, i giudizi dei diplomatici e degli nomini di governo inglesi, francese austriaci, prussiani, russi sulla politica interna ed estera italiana di quegli anni e sui suoi protagonisti, cbe emergono dalle pagine di questi tre fitti vo­lumi, sono infiniti, sovente inattendibili o evidentemente campati in. aria, ma altret­tanto spesso calzanti di un estremo interesse. Una spigolatura sia pur limitata in questo campo sarebbe qui impossibile-. Non sarà inopportuno aggiungere, tuttavia, che una ana­lisi organica e approfondita di questa cosi copiosa raccolta di documenti diplomatici