Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <557>
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I proclami latini diretti dagli Italiani ecc. 657
eleganti divise turchine degli ungheresi, erano bandite le fosche uniformi ohe infagottavano i croati, odiatissimi sempre.
Da quelle conversazioni i cittadini apprendevano quanto suc­cedeva nell'Ungheria, che altrimenti non avrebbero potuto cono­scere ; e quelle notizie, raccolte avidamente e subito diffuse, ali­mentavano le sempre ardenti speranze dei patrioti.
Si era saputo per tal modo, sin dai primi di gennaio, che nella Dieta l'opposizione aveva riportato un gran trionfo coli' abo­lizione delle esenzioni feudali e l'introduzione di un'imposta che gravitasse ugualmente su tutte le classi ; avvenimento veramente notevole, che segnò un'era nuova nello sviluppo della vita costitu­zionale ungherese. Tfu appreso che la Boemia e l'Ungheria si davano la mano fraterna per scuotere anch' esse il giogo dell' Austria, chiedendo un governo costituzàonaie e nazionale. Inoltre ne' con­tatti, frequenti tra cittadini e ufficiali molte diffidenze erano scom­parse, e negli scambi di cortesi e molti vincoli si erano stretti, forse e solamente formali, che tuttavia non potevano rimanere senza effetto.
Ai primi di marzo giunse la notizia della rivoluzione di Parigi, a cui seguirono quelle della sommossa di Praga e dei primi moti di Vienna. Nel pubblico si propagò un grande elettrizamento , la parola è del Camurani, e il proclama inondò la città. La polizia lo braccò affannosamente e lo perseguitò senza riposo ; ma, non ostante tutti gli sforzi e le minaccie, non riusci ne a scoprirne gli autori nò a sopprimerlo. La diffusione sempre più vasta quanto più contrastata consigliò audacie incredibili. Esso diceva:
Fratelli Ungheresi!
Mentre a noi è comune la causa della patria, da parte nostra amore e non odio è possibile verso di voi. Ne può credersi che in voi esista odio verso gl'Italiani, mentre gli Ungheresi aborrono di essere chiamati con nome austriaco ladri e barbari.
Le nazioni sono create da Dio, e nulla di più empio uccidere i popoli ; dunque deve sembrare indegno e funesto prestare la spada
al nemico comune.
Abbiamo sul petto l'effigie del Pontefioe immortale, simbolo pure a noi di salute e di speranza ; ehi oserà volgere le armi con­tro di lui?
0 fratelli Ungheresi ! Si tratta, di redenzione comune, della
nostra libertà f e cerca il proprio pericolo chi combatte contro il fratello.