Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <560>
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Ar, Campanini
verno provvisorio li accolse con grande cordialità. Il Camurani cosi racconta, non senza efficace evidenza : Tutti erano a piedi coi cavalli a mano e totalmente disarmati. Cosi l'Ufficialità, ma con la spada e sciabola nel fodero. Entrarono preceduti da Civici -armatì oon due bandiere tricolorate alla presenza di incredibile popolo. La cavalleria passò entro la cittadella, e la fanteria nella caserma di San Marco. L'Ufficialità volle rimanére coi corpi. H Governo le fu largo di pane e vino e di mille esibizioni e cortesie .
Questi ungheresi partirono la mattina dopo, accompagnati dalla guardia civica insino a Modena, dove quando vi giunsero li trova­rono i Toscani. L'Alba, dandone la notizia, informava ; Saranno scortati dalla Guardia civica modenese fino a Bologna e poi imbar­cata in Ancona per Trieste .
H nome di don Gaetano Chierici, o di don Chierici, come subito si disse speditamente, fu presto popolare ; si guardava a lui con rispetto, perchè da tutti si ripeteva èsser egli lo scrittore del proclama. Gli amici della Società erano già partiti col Battaglione degli studenti che combatterono a Governolo, e alcuni si angolarono nell' esercito piemontese ; Giulio Ferrari, fra i più animosi, cadde a Novara e il fratello Ludovico vi fa gravemente ferito; la Società ebbe in essi i noi martiri, ed altri ancora ne ebbe dipoi.
Al ritorno del duca, don Chierici, che aveva ricevuto dal Go­verno provvisorio l'incarico di insegnare nel Liceo la logica e la metafisica, ed egli ne aveva fatta una cattedra di patriottismo, ri­prese l'insegnamento dell'ermeneutica nel Seminario. Tornati i ge­suiti, e per comando del Duca rimossi dal Seminario tutti i preti liberali, restò senza cattedra; e poiché non volle prestare giura­mento di fedeltà all'estense, quantunque: M .jgvi strettezze, ebbe: preclusa la via degli impieghi e più odiosa la persecuzione della polizia, che ordinò alla forza di tenerlo in vista . Negli atti se­greti era designato; osì : Bonzo e prete indegno' infatuato delle dottrine giobertiane, che divulga in convegni e con conferenze, in casa propria e fuori, di mal pensanti in politica e in religione, in­vise e sospette alla Polizia .
Egli però non seppe mai dire da ohi il proclama fosse stato portato a Milano., né da ohi spedito al giornale L'Alba, ehel lo accolse nel nùmero Ili del 28 di marzo, -ricevendolo dal suo corrispondente di Milano, alla data del 22, j M aj premise que* sta nota: Pubblichiamo con piacere; Ip :3H ìclioma latino che i Lombardi hanno fatto afe truppe Ungheresi. Sembra da quanto