Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <540>
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Augusto jjjrffre
furono indicali i Icrrilori che sarebbero stati ceduti nel Trentino. Rimaneva esclusa Trieste, che era nel cuore di tutti gli Italiani e che non si poteva abbandonare.
L'8 aprile si ha la controproposta italiana, che precisava, allargandoli, i confini del Trentino, richiedeva la cessione di Gradisca e Gorizia, stabiliva la creazione dello Stato autonomo di Trieste e la cessione di alcune isole nell'Adriatico centrale. Inoltre l'Italia avrebbe occupato immediatamente i territori ceduti. II negoziato andò a rilento, da parte austriaca si fecero minime concessioni territoriali e si rifiutò la consegna immediata. Frattanto era stato firmato il Patto di Londra (26 aprile) e il 3 maggio venne denun­ciata la Triplice.
Interrotte le trattative con l'Austria nel febbraio Sonnino si rivolge all'Intesa, e fin dal 16 di quel mese invia a Londra un memorandum con le rivendicazioni italiane, i cui punti principali comprendevano il Tren­tino e l'Alio Adige fino al Brennero. Trieste, le contee di Gradisca e Go­rizia e l'intera Istria fino al Qua mero: la terraferma dalmata fino al Na-renta con la penisola di Sabbioncello, tutte le isole del medio e alto Adria­tico. Valona con l'isolotto di Saseno e col territorio necessario alla loro di­fesa. Inoltre rivendicava la sovranità sul Dodecaneso, partecipazione alla eventuale spartizione dell'Impero ottomano e alle eventuali riparazioni, e a compensi nelle questioni di confine dell'Eritrea, della Somalia e della Libia; infine' l'esclusione di un rappresentante del Pontefice alla Conferenza della pace.
Il memorandum venne presentato il 4 marzo al ministro degli esteri inglese, Grey, e su di esso si impegnarono le trattative, che risultarono più difficili del previsto, perché i successi militari riportati dalla Russia la ren­devano più intransigente e contraria alla cessione dei territori dalmati, che riservava alla Serbia. Di diverso parere erano i ministri degli esteri fran­cese ed inglese, i quali pensavano die si dovesse fare liuto il possibile per assicurare il concorso dell'Italia col suo milione di baionette , in modo da n chiudere entro l'agosto, cioè prima del nuovo raccolto, il cerchio di fer­ro intorno alla Germania e all'Austria . I due punti di vista italiano e russo diedero luogo ad interminabili discussioni, finché il 26 aprile si ar­rivò al Patto di Londra che, salvo una parte dei territori dalmati, accoglieva tutte le nostre richieste.
Alla denuncia della Triplice seguirono in Italia ai primi di maggio giornate drammatiche per lo scontro delle due correnti, interventista e neu­tralista. La prima diede luogo a grandi dimostrazioni nelle principali città d'Italia in favore dell'intervento; la seconda, rappresentata soprattutto dai giolitliani, che disponevano di una grande maggioranza nella Camera, in­sisteva per la neutralità. La loro azione era appoggiala dalle mene degli ambasciatori tedesco e austriaco e dal deputato tedesco cattolico, Erzberger,
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