Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno
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1969
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pagina
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542
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f4 Augusto Torre
dell'ari. 9 del Patto di Londra che prevedeva, nel caso di spartizione della Turchia, il passaggio all'Italia di una congrua parte nella regione adiacente alla provincia di Adalia, gli alleati non comunicarono l'accordo al nostro governo, che ne venne a conoscenza nell'estate del 1916, grazie ad una comunicatone confidenziale proveniente dal Vaticano. All'immediata richiesta di Sonnino per conoscere quegli accordi venne opposta l'opportunità di attendere la formale rottura fra Italia e Germania. Infatti l'Italia alla dichiarazione di guerra dell'Austria-Ungheria non aveva fatto seguire quella alla Germania, generando, naturalmente, sospetti negli alleati. Non lo aveva fatto per motivi di politica interna, ma anche per non acuire al di là del necessario i rapporti colla Germania, con la craale non avevamo diretti conflitti di interesse e con la quale, finita la guerra, avremmo avuto la probabilità di riannodare gli antichi legami. Superato questo primo scoglio con la dichiarazione di guerra alla Germania del 28 agosto 1916, Sonnino chiese di nuovo la comunicazione di tutti gli accordi politici che Inghilterra, Francia e Russia avevano concluso senza la partecipazione dell'Italia, circa le diverse questioni collegate con la guerra. Dopo molte esitazioni il 22 settembre 1916 venne comunicato il testo dell'accordo per Costantinopoli e gli Stretti e il 5 ottobre quello per l'Asia Minore. Allora Sonnino il 4 novembre presentò le sue richieste, che comprendevano i vilaiets di Aidin, Konia con la città di Smirne e quello di Adana col porto di Mersina. Queste richieste trovarono opposizione presso gli alleati, e il loro esame venne rimandato ad una Conferenza a quattro, che si riunì a Londra solo il 29 gennaio 1917, ma senza portare ad una conclusione, poiché gli alleati escludevano Smirne e la zona di Adana con Mersina. La soluzione doveva venire in seguito alla rivoluzione russa del marzo 1917, con il conseguente indebolimento e sfaldamento del fronte orientale. L'intervento americano, dichiarato in aprile, non avrebbe potuto produrre effetti militari concreti prima di alcuni mesi, durante i quali tutto il peso degli eserciti nemici avrebbe gravato sulle spalle della Francia, dell'Inghilterra e dell'Italia. In queste condizioni era consigliabile rafforzare mediante concessioni la nostra resistenza. Perciò al Convegno di S. Giovanni di Moriana l'Italia ottenne tutto quello che aveva chiesto, salvo Adana e Mersina. L'accordo, però, era legato al consenso russo, che non venne mai, e quindi rimase lettera morta.
Alle concessioni di S. Giovanni di Moriana aveva contribuito un'altra circostanza. Gli avvenimenti bellici del 1916 avevano portato alla conclusione che né l'uria né l'altra parte era in grado di ottenere una vittoria decisiva, quindi gli Imperi centrali, che avevano il vantaggio di occupare territori nemici, il 12 dicembre 1916 proposero la pace, e pochi giorni dopo, Wilson offrì la sua mediazione. Ambedue le iniziative fallirono perché da parte tedesca non c'era nessuna disposizione a fare concessioni. Ma l'Austria non abbandonò il tentativo. Le difficoltà di politica interna, a causa