Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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543
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I Dal Patto di Lòiidrti a Vittorio Veneto 543
delle divergenze di interessi e di sentimenti che separavano i popoli dominanti, tedeschi e magiari, dalie nazionalità soggette, facevano correre alla Duplice Monarchia un rischio grande. Vinta sarebbe stata divisa, quindi aveva tutto l'interesse ad una pace di compromesso anche mediocre. cosi l'Imperatore Carlo I per mezzo dei suoi cognati, Sisto e Saverio di Borbone, nel marzo 1917, si mette in contatto coi governi inglese e francese, proponendo la restituzione dell'Alsazia-Lorena alla Francia, la sistemazione e l'indennizzo del Belgio, il ristabilimento della Serbia nella sua sovranità, con uno sbocco al mare. Sulle rivendicazioni italiane silenzio assoluto. La iniziativa produsse grande impressione su Poincaré e Lloyd George che ci videro la possibilità di una pace separata con l'Austria, e quindi il Convegno di S. Giovanni di MOriana aveva anche lo scopo di sondare le intenzioni italiane, e per facilitare la nostra arrendevolezza, vennero accolte quasi tutte le richieste per l'Asia Minore; ma Sonnino. quando gli accennarono la cosa, dichiarò immediatamente che non rinunciava ad alcuna delle rivendicazioni del Patto di Londra. Dal canto suo, in un secondo incontro coi cognati, Carlo accettava la cessione di territori all'Italia, ma solo in cambio di una colonia italiana. Le trattative finirono lì; infatti la pace separata con l'Austria avrebbe significato l'eliminazione di un nemico, ma anche la perdita di un alleato, che magari avrebbe potuto unirsi alla Germania, per realizzare le sue rivendicazioni verso l'Austria.
Tuttavia per tutto il 1917 si continuò a parlare di pace, e trattative segrete corsero fra gli avversari. Erano consigliate dalla situazione militare e cioè dall'inerzia del fronte russo, dalla fallita offensiva Nivelle sul fronte francese, con un conseguente gravissimo indebolimento della compagine dell'esercito francese. D'altra parte l'entrata in campo dell'esercito statunitense non si sarebbe verificata prima di molti mesi e forse solo nel 1918. Quindi i contatti più o meno segreti continuarono rutto l'anno, ma senza portare ad alcun risultato. La disfatta di Caporetto paralizzò anche l'esercito italiano, il solo che durante l'anno aveva continuato a combattere e a riportare successi. Dal punto di vista politico la disfatta accrebbe i timori dell'Intesa e diede nuovo vigore agli Imperi centrali, tanto che Carlo fece sapere al Papa che non avrebbe preso in considerazione nessuna concessione territoriale all'Italia. I governi inglese, francese ed americano puntarono ancora sulla pace separata con l'Austria, verso la quale seguirono pubblicamente un contegno pieno di riguardi. Tn un discorso del 5 gennaio 1918, sugli scopi di guerra, Lloyd George precisò che l'Intesa non si proponeva lo smembramento dell'Austria, pur considerando essenziale la soddisfazione delle legittime rivendicazioni degli Italiani. L'8 gennaio Wilson esponeva al Congresso i suoi Quattordici punti, che promettevano autonomia ma non indipendenza ai popoli dell'Austria. Accanto a queste manifestazioni ufficiali continuavano i contatti segreti con Vienna.