Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <544>
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54>4 Augusto Torre
E qui si manifestava la divergenza della politica della Francia, del­l'Inghilterra e degli Stati Uniti con quella dell'Italia. Le prime considera­vano come avversario solo la Germania e quindi contro di essa erano pronte a servirsi dell'Austria, concedendo, naturalmente, dei vantaggi e si dimen­ticavano degli impegni presi con l'Italia, la Romania e la Serbia. L'avver­sario dell'Italia era, invece, l'Austria. Al pari degli alleati Sonnino non pensava affatto ad una soluzione radicale del problema austro-ungarico, ma solo ad una amputazione del territorio imperiale nella misura necessaria agli interessi italiani. Rimaneva fedele alla nostra tradizione politica che considerava la conservazione dell'Impero absburgico come un baluardo con­tro l'espansione panslavista dominata dalla Russia; e temeva anche la for­mazione di un regno jugoslavo che poteva esercitare una forte pressione sull'Adriatico. Ora un'Austria rafforzata e in grado di contenere la Ger­mania, come erano disposti ad accettare le potenze occidentali, non avrebbe fatto nessuna concessione all'Italia, oppure l'avrebbe ben presto ritolta. Quin­di al programma degli alleati occorreva contrapporre quello dell'accordo coi popoli viventi sotto il dominio austriaco. La difficoltà consisteva nella composizione del dissidio italo-jugoslavo, mediante concessioni reciproche. La disfatta di Caporetto e l'incertezza sulle sorti della guerra consigliarono quella soluzione. Cosicché personaggi influenti, ma non ufficiali, pensavano ad un'intesa italo-jugoslava, mediante una amichevole revisione del Patto di Londra. Orlando, allora presidente del Consiglio, non vi era contrario. Per questo il 7 marzo 1918 si ha un primo accordo ufficioso a Londra fra Italiani e Jugoslavi, nel quale venne dichiarato interesse vitale per l'Italia l'unità jugoslava, per la Jugoslavia l'unità italiana, e la necessità di rego­lare amichevolmente le questioni territoriali pendenti. L'8 aprile si riu­nisce a Roma un Congresso delle nazionalità oppresse dall'Austria-Ungheria, il quale prende atto dell'accordo del 7 marzo e annuncia la formazione di un fronte comune delle nazionalità oppresse e proclama la volontà di di­struggere la Duplice Monarchia. Tuttavia quel Congresso aveva un carattere ufficioso e non ufficiale, e, nonostante la simpatia di Orlando, Sonnino che era stato tenuto al corrente di tutti i contatti, rimane contrario e non si associa ad una dichiarazione di indipendenza a. favore degli Jugoslavi.
Intanto le operazioni militari, che per un anno erano passate in se­conda linea, salvo Caporetto, riprendono con maggior vigore facendo ripo­sare la diplomazia..
Quando nell'ottobre 1918 il crollo militare costringe gli Imperi cen­trali a chiedere l'armistìzio essi invocano la mediazione di Wilson, disposti ad accettare i Quattordici punti. Fu qui che si rivelò la posizione delicata dell'Italia. Gli Stati Uniti erano entrati in guerra senza aderire ad alcuno dei patti conclusi fra le potenze dell'Intesa, le quali sono per essi non alleate , mfl a associate , e nessuna trattativa era intervenuta sugli scopi