Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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pagina
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545
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Dal Patio di Londra a Vittorio Veneto 545
di guerra. Wilson era contrario al programma di annessioni territoriali e per quanto riguardava le nostre rivendicazioni il nono punto del suo programma stabiliva una rettifica delle nostre frontiere secondo le linee facilmente riconoscibili delle nazionalità. A parte la difficoltà di fissare le linee ce facilmente riconoscibili , era prevedibile che non sarebbero state accolte le nostre richieste relative all'Alto Adige, a parte della Venezia Giulia e dell'Istria e a tutta la Dalmazia. Quando il 29 ottobre si riunì la Conferenza interalleata a Parigi per rispondere alle richieste di armistizio dell'Austria e della Germania e precisare anche se i Quattordici punti avrebbero costituito la base delle condizioni di pace, Lloyd George e Clemenceau fecero alcune riserve. Sul loro esempio anche Sonnino presentò la sua sul punto nono, nel senso che esso non significava una semplice rettifica delle frontiere . ma che l'Italia intendeva oc ottenere la liberazione delle province di nazionalità italiana e nello stesso tempo di stabilire una frontiera fra l'Italia e l'Austria-Ungheria o gli altri Stati che finora hanno fatto parte di esse, che presenti le condizioni necessarie di sicurezza militare sufficienti ad assicurare l'indipendenza e il mantenimento della pace .
Il crollo definitivo dell'Impero absburgico prodotto da Vittorio Veneto ci dava il diritto ad ottenere quello che il Patto di Londra ci aveva assicurato. Sono note le difficoltà sorte alla Conferenza di Parigi per l'opposizione di Wilson alle richieste relative alla Dalmazia, ma su tutto il resto non fece alcuna opposizione ed accettò quello che era contenuto nel progetto di Di Sangluliano del settembre del 1914, e cioè le terre irredente. cosi, nonostante le disillusioni per non aver ottenuto la costa dalmata, un grande e definitivo risultato era stalo raggiunto, e cioè il compimento dell'unità italiana.
AUGUSTO TORRE