Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <546>
immagine non disponibile

L'ANNO VITTORIOSO: 1918
Ricordare, dopo mezzo secolo, l'anno che segnò vittoriosamente la fine di quella che talora viene chiamata IV altra guerra, e che noi preferiamo chiamare la nostra guerra, ricordarlo nel ciclo delle vicende comprese fra la sorprendente resistenza del Grappa e del Piave (novembre 1917) e l'ultima travolgente azione (ottobre 1918), è per i superstiti un appassio­nante rivivere; ed è di tale ampiezza ed intensità che il darne adeguata co­noscenza ad altri appare quanto mai difficile, specialmente se il discorso è rivolto ai più giovani.
Difatti una piena comprensione può venire soltanto da una comune sofferenza, e può prendere evidenza soltanto dalle pene e dai sacrifici di cui ciascuno ha fatto offerta in unione con la sua comunità. Bisogna in altri termini aver conosciuto in quei giorni ed in quelle notti che parevano fuori del tempo e che erano tuttavia così ricche di umano significato, aver conosciuto quella eccezionale realtà del vivere, e chiamato a controllo (tormentoso controllo) le proprie idee ed i propositi, invocando sempre la luce consolatrice della speranza, ed allontanando, per quanto possibile, il balenio sconcertante delle delusioni.
Anzi le voci di allora, anche quelle dovremmo quasi riudire; le quali venivano ai nostri orecchi, ora vicine vicine ed ora di lontano; ed anche i volti dovremmo rivedere, quelli in particolare segnati dal dolore o sbian­cati nel pallore della morte.
Ma è forse possibile questo miracolo dell'integrale e vivificante ritorno a quel tempo? Come si può superare un valico che ha la misura di cin­quantanni? Ci sono di mezzo innumerevoli ingombri di ogni specie; ci sono i rigurgiti che ci affannarono nell'immediato dopoguerra, e gli avve­nimenti ed i litigi che hanno la pesantezza e l'opacità delle macerie; e c'è l'ostacolo maggiore che noi chiamiamo <t ultima guerra e che di certo è una presente condanna cui soggiace il nostro paese, nata da ingiustizie, da tradimenti, aggravata dal perpetuarsi dei rancori, da cui ci sentiremo liberi solo se tornerà il sacro egoismo che è semplicemente l'amore e l'onore di appartenere alla famiglia italiana: la Patria.
* *
Riteniamo invece che non sia di ostacolo e che non abbia effetto ne­gativo sulla rievocazione cinquantenaria l'accenno ad un altro evento bellico il quale ha come la vittoria un nome geografico: Caporetto.