Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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551
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Vanna vittorioso 1918 55.1 j
poi PVHI e poi la HI (l'invitta armata del Duca d'Aosta), che si stendeva fino al mare.
L'impeto nemico non poteva né doveva fermarsi: più che sufficiente una brevissima pausa, per dar tempo all'arrivo a ridosso delle prime linee degli indispensabili servizi, della sussistenza, della Sanità e dell'artiglieria a lunga portata.
Non manca agli Austro-Ungarici la brama di procedere: né manca l'esperienza del valico dei fiumi; ed anche il Po qualcuno osa pensarlo non sarà un ostacolo insormontabile. Diffusa è poi l'opinione, anzi la certezza, che il morale delle truppe italiane è basso, bassissimo: e del resto se ne è avuta la prova.
Quanto alle cibarie, ai vini, alla decantata opulenza delle contrade d'oltre Piave, già sono stati formati i reparti per le sistematiche regolari requisizioni: le spoliazioni vanno fatte con un meccanismo brevettato.
Non si è dimenticato il pronostico relativo all'imperatore Carlo (che Ferdinando Martini nel suo Diario chiama ma a noi non piace Carlo il Bugiardo): si dice che all'Imperatore verrà consegnato il bastone di Maresciallo nel giorno prossimo nel quale le sue truppe entreranno lì pressò, laggiù, a Vicenza.
Conrad più di Boroevic è deciso a rompere gli indugi: vuol essere il primo. Con felice immagine, egli ha detto che gli Italiani sono sul Grappa come il naufrago aggrappato con le mani ad una tavola: un colpo sulle dita, ed il naufrago scompare negli abissi del mare.
In questo clima di previsioni e di certezze, il 9 novembre viene sferrato il primo attacco, seguito da altri due da altre posizioni.
Il primo attacco, considerato azione valanga , muove dal Tonale e punta su Edolo: è prevedibile la discesa fino alla pianura lombarda, e appare più che lecito pensare a Milano. L'azione valanga è davvero violentissima: i nostri sono costretti a ripiegare da qualche posizione, ma le riprendono: la valanga è fermata.
Frattanto è stato sferrato l'attacco dal massiccio del Grappa: è il punto più debole per i nostri. In concomitanza, sulla destra e sulla sinistra, si svolgono altre azioni: nove divisioni nemiche si battono valorosamente contro quattro minori divisioni italiane, e gli attacchi sono violentissimi soprattutto sulla nostra destra, e cioè sul Tomba e sul Monfenera: tremende giornate quelle del 12 e 13 novembre: perdite gravi da ambo le parti.
Non è mancata alla offensiva il battesimo, e cioè il nome grande nella storia dell'Impero e deprecato nella storia del nostro riscatto: Radetzki. Ma proprio dal Grappa è incominciata in quei giorni un'altra storia, e tutta l'Italia guarda al Grappa convertendo in atti di fede le sue trepidazioni. Adesso anche gli apologeti della pace a qualunque costo riconoscono in grandissima parte il dovere di ricacciare decisamente l'invasore,