Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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Piero Zuma
e soltanto i pochi si rifugiano nel silenzio e limitano la propria circolazione, fórse per studiare le forme varie di un adattamento di circostanza, o forse per evitare prevedibili guai.
U terzo attacco è stato sferrato nel basso Piave, tra la Priula e il mare: Boroevic agogna, a buon diritto, alla spartizione della palma che sarebbe toccata a Conrad, e forse lo sfondamento da lui operato e le due teste di ponte create dalle sue truppe al di qua del Piave lo avvicinano alla certezza. Ma poi le due teste vengono eliminate, e l'argine ridiventa una salda difesa.
Questa, nelle tre fasi, la prima battaglia del Piave: foriera della xi-. scossa per noi, e sorpresa sconcertante per il nemico. Battaglia di somma importanza anche per l'Intesa, giacché la nostra sconfitta avrebbe avuto conseguenze incalcolabili su tutti i fronti.
Da ricordare che intanto gli alleati giungevano in Italia, fermandosi dietro l'Adige e dietro il Mincio in attesa di destinazione, ed in attesa che fosse risolto il problema dei comandi, giacché si pretendeva di sottrarre quelle forze al comando italiano, quasi fossero entrate non in un paese alleato, ma in un paese coloniale.
La prima battaglia era finita quasi dovunque, quando 29 novembre prevalendo il buon senso, e l'autorità del nostro comando sulle trepidazioni del governo, l'accordo fu raggiunto. Poscia i primi reparti (francesi ed inglesi, forniti quest'ultimi di tutto) si fecero vedere, e occuparono le posizioni loro assegnate. Ci fu anzi una festa 4 dicembre, Santa Barbara sul Tomba, a Nervesa ed altrove, e ci furono scambi di visite; ma chi vide non può dire che dovunque fiorisse l'idillio. Differenze di temperamento fra Penne Nere e Chasseurs des Alpes: insomma una controllata fraternità.
Ma non erano inezie gli attacchi che poscia in quell'inverno nevoso, piovoso e gelido, venivano sferrati senza posa dall'impaziente avversario cui facevano fronte valorosamente truppe di ogni paese, di ogni arma, in emulazione. Pioggia, neve e gelo. Però scarseggiando i cappotti c'era rimasta sulle spalle di molti la mantellina che inzuppata gelava, tanto che da sola, posata a terra rimaneva diritta sulla sua base come un ombrello semiaperto.
Ma piuttosto dobbiamo rilevare che proprio in quell'inverno rinasceva sempre più viva nei cuore del soldato la fede, e che la guerra appariva indiscutibilmente la sola via diritta e sicura per la comune salvezza.
Codesta comunanza di pensieri e sentimenti rendeva più intimo il rapporto fra soldati ed ufficiai} ; un umano calore rendeva pressoché superflui i richiami alla disciplina.
E poi erano arrivati i rinforzi, i complementi, i ragazzi dell'ultima leva: 1899.