Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1969
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Piera Zuma
tutte le varie armi: il più grande dì essi, Francesco Baracca, si è immolato quando già la vittoria era sicura*
Non diverso il comportamento ed eguale il risultato della battaglia nel basso Piave.
Le perdite del nemico che si era battuto con coraggio pari alla disperazione risultavano di tale gravità da destare profonda impressione. Fra i più amareggiati, lo stesso Imperatore che previde fin d'allora un domani oscuro.
Naturalmente non mancò uno di miei provvedimenti che coronano le sconfitte, e quindi Conrad venne esonerato dal comando.
Una verità, fino a quel momento contrastata dai nostri amici d'oltr'Alpe, si fece allora palese, e cioè che la guerra si poteva vincere anche sul fronte italiano il quale non era all'atto un fronte secondario.
E la conferma non tardò.
Appunto il 24 ottobre aveva inizio la terza battaglia del Piave. Questa volta non gli Austro-Ungarici, ma gli Italiani attaccano. Le decisioni sul tempo e sui modi non sono slate prese dagli alleati e nemmeno dal nostro Governo, ma dal nostro Comando Supremo. Ed è precisamente la IV Armata che precede tutti nell'azione con quell'intensità e quei modi che caratterizzano le azioni sferrate a fondo.
Per tre giorni, ed anzi fino al 27, vengono martellate le linee, anche in profondità, e gli assalti si succedono agli assalti. Il nemico è ben presto convinto che proprio in quella parte si appunti il maggiore sforzo per sfondare e travolgere; e quindi si fanno arrivare i rinforzi e si impiegano nella difesa anche le riserve.
Chi non ha veduto in quelle notti il Grappa, e non ha sentito l'urlo immane, incessante ed il tremito della terra, non può immaginare quali e quanti fossero nei colori e nell'ampiezza le incessanti fiammate, e quanto lo sgomento per simile infernale potenza dell'uomo. Davvero pareva impossibile lassù la sopravvivenza di qualsiasi creatura.
Sul resto del fronte, relativa calma: il fiume in piena eccezionale non consentiva di gettare i ponti, e ciò avvalorava le interpretazioni del Comando nemico.
Però nella giornata del 26 la piena accennava a qualche leggera diminuzione, cosicché nella sera (ore 21), pur rimanendo incalcolabili difficoltà, i pontieri del Genio tentarono la prova, e pur fra perdite riuscirono a creare un traghetto di barche. Di qui, fra Pederobba e le Grave, cominciarono a passare i reparti della XII armata (quella di Montebelluna) comandata dal generale francese Graziali i.
Ma ben presto la corrente si prese la rivincita e travolse lutto, ed anzi spazzò via anche il restante materiale che era stato preparato per gettare un ponte e le passerelle.