Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno
<
1969
>
pagina
<
555
>
L'anno vittorioso 1918
555
Naturalmente quelli che avevano raggiunta la riva sinistra rimane-vano in pericoloso isolamento.
Ma si era mossa intanto anche l'VTII armata comandala dal generale Caviglia; ed in quella notte del 26 alcuni reparti erano usciti a passare il fiume per puntare verso il piano della Sernaglia. I pontieri del Genio avevano anche qui subito grosse perdite ed il loro comportamento era stato e rimaneva meraviglioso. Ma i reparti dell'Vili che erano riusciti a passare erano rimasti di là isolati: niente, né ponti né barche potevano resistere alla forza della corrente.
Però né tentennamenti né indugi nel decidere e nell'opera re avevano avuto luogo. Difatti la X armata al comando del generale inglese Cavan ha consolidato nella giornata del 25 l'occupazione delle isole (le Grave di Pa-padopoli), raggiunte nel giorno precedente, ed il 26 riesce a gettare tre ponti. Qui non è più possibile operare di sorpresa, e quindi si deve procedere di forza. Siamo così alla grande giornata del 27.
Tre sono in questa data le teste di ponte d'oltre Piave: quella del-FVIII armata composta da truppe d'assalto, quella della X di forze pressoché eguali, e di minore potenza quella della XII. Le due più a nord (XII e Vili) essendo isolate vengono protette, per quanto è possibile, dall'artiglieria, mentre quella più a sud (X) riesce a mantenere i contatti.
In quél giorno FVULl ha l'ordine di passare il fiume a qualunque costo: punterà verso Conegliano; e pertanto si gettano in condizioni impossibili i ponti. Sette ponti, e la corrente li viene scardinando e trascinando. Non importa; le truppe hanno già dato inizio alla manovra per con giungersi alla X armata, e per varcale di là il fiume. Nelle giornate del 28 e del 29 anche l'VIII è passata, e punta come da ordine su Conegliano.
Si videro in quei momenti i soldati che, varcando il Piave, bagnavano la mano nell'acqua e si facevano il segno della croce: il segno della religione cristiana che era anche il segno della religione della Patria.
Oramai lo sfondamento era in atto, anche se il nemico si batteva tuttora e con un coraggio tanto più ammirevole quanto più il risultato appariva nullo.
Giù nel basso Piave, la III armata che in quei giorni fatidici aveva tenuto impegnate le forze nemiche sulla sua fronte, ora era già passata dietro la X, e faceva parte dell'irrompente avanzata: la strada di Vittorio Veneto era sempre più aperta, e si aprivano dilagando in direzioni diverse le altre comunicazioni. Gli ostacoli che fino all'ultimo momento il tenace Boroevic tenta di opporre a nulla valgono, e crollano anche le frammentarie resistenze che vengono organizzale sulla linea BeHuno-Conegliano.
Naturalmente anche il massicio del Grappa è stato abbandonato: i vin-