Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1969>   pagina <556>
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556 Piero Za ma
ti cercano scampo alcuni reparti si vedono in fuga giacché hanno alle spalle la minaccia delle nostre avanguardie salite verso Feltre.
In verità il ripiegamento delle forze avversarie finisce nella disgrega­zione e nel disordine, e grossi ammassamenti di uomini (dove a fatica si può riconoscere il volto e l'aspetto di soldati) gettate le armi si ar­rendono, poiché hanno abbandonato e perduto tutto, tranne che la spe­ranza di porsi in salvo e di tornare alla vita.
Nella grande battaglia, il nostro Comando contro le 63 divisioni e mez-zo del nemico, divise in due eserciti, aveva opposto 51 divisioni italiane, 3. britanniche, due francesi, un reggimento americano, ed alcuni reparti ceco­slovacchi. La preparazione era stata minuziosa: utilizzabili 7000 pezzi di artiglieria con una dotazione di 5 milioni e 700 mila colpi; trasportati nel segreto, con notturni convogli, nei luoghi opportuni tutte le scorte e il materiale necessario per 7000 metri di ponte: calcolate le possibilità at­mosferiche sulla base di statistiche, e assegnati minuziosamente i compiti, dalle prime linee alle riserve.
La vittoria aveva avuto la sua aurora il 28 giugno: era nella luce del mattino il 29, e folgorante il 30.
Il 3 novembre i soldati italiani entravano a Trento, e le nostre navi at­traccavano al porto dì Trieste, e l'indomani a Fiume.
Finalmente le ostilità erano sospese, ed alle ore 15 dello stesso 4 no­vembre veniva firmato l'armistizio che era stato concluso la sera prima.
* * *
Questo è l'anno vittorioso, il 1918: sono passati cinquantanni. Nel corso del tempo, esso avrà nella storia maggiore ricchezza di significati. Potran­no anche chiamarlo l'anno delle tre battaglie, e forse da esse apprenderanno quali siano stati e quali possono essere in ogni tempo nonostante tutto- le virtù del popolo italiano. Giacché la prima delle tre battaglie ha dato la prova delle sue capacità morale e materiale di resistenza: la seconda della tenacia e del valore nel contrattaccare e nel respingere: la terza della ferrea volontà di vincere.
Guardiamo dunque senza spavento il presente, e confidiamo nell'avve­nire. E se necessità di vita, e se. fatalità ci conducono verso l'Europa dei po­poli, andiamo anche noi senza indugio: però non con la livrea dei servi, ma con la bandiera di Vittorio Veneto.
PIERO ZAMA.