Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno
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1919
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pagina
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562
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Tutti i professori e molti studenti furono ospitati da famiglie private, alle quali, oltre che di viva gratitudine, rimasero legati da affettuosa e durevole amicizia.
Tra i professori si trovava, e aveva il grado di capitano, Mi-chele Ferrucci, insigne latinista e insegnante di letteratura latina nell'Università di Pisa. Egli aveva a Reggio un amico, Prospero Viani, non ancora accademico della Crusca, né autore del Dizionario dei pretesi Francesismi... che dieci anni dopo gli diede gran nome, ma già in istima per avere allora allora richiamata su di sé l'attenzione dei letterati eon la traduzione dal latino della Storia di Eeggio di G-uido Panciroli. Inoltre era in attiva corrispondenza epistolare con la moglie del Ferrucci, la poetessa Caterina Franceschi, che a lui, come a giudice, aveva sottoposto appena scritto, il proclama indirizzato in nome delle donne pisane alle donne lombarde, del quale l'autografo è conservato fra le carte del Tiani nel R. Archivio di Stato di Reggio. E' naturale che il Ferrucci trovasse alloggio e ospitalità nella casa dell'amico, dove restò finché i volontari si fermarono, cioè dal 15 al 24 aprile.
Sia per l'esempio del Chierici che desiderò di conoscere, sia per compiacimento di letterato, o per invito degli amici, scrisse anch'egli un suo proclama, che diresse * ai Magnati e a tutti i soldati ungheresi .
Questo non fu stampato e neppur divulgato, e perciò restò inedito e sconosciuto; ma egli ne fece un riassunto, formando un quarto proclama, che indirizzò ai soli soldati, e ohe, come annotò il dottore Gian Battista Venturi sull'unico esemplare conservato da lui e ora posseduto da me, fu scritto e stampato a Reggio e sparso nei campi vicini a Mantova, nella speranza che i soldati ungheresi dovessero leggerlo e defezionare .
jSTon a caso e senza ragione egli rivolse: il primo anche ai Magnati. In quei giorni erano giunte notizie, divulgate dalle gazzette, che in Ungheria si formavano corpi di volontari per l'Italia; che in Piazza Santo Stefano a "Vienna, una deputazione italiana era stata incontrata da una deputazione ungherese, e che in mezzo a una folla immensa di popolo ai erano scambiate parole di fraterna alleanza, dopo di che, fra applausi fragorosi, italiani e ungheresi si erano baciati. L'Alda aveva narrato che in Ungheria, mentre i contadini stavano per insorgere, la Dieta dei Magnati aveva decretata la soppressione immediata di tutte le servitù senza riscatto alcuno da parte dei contadini, e formate Commissioni per bandire questa