Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1969>   pagina <562>
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562 Sergio La Salvia
barda del suo bagaglio di formule , arricchito da una concezione del pro­gresso indefiniti, quel scuso della storia proprio del suo tempo* die mentre Io sottraeva all'evoluzionismo biologico di tipo positivistico e alla dialettica idea* Ustica, lo portava ... a gettare le prime fondamenta di una sociologia positiva trascurando con ciò ogni teorizzazione di una filosofia della storia.l '
Non vi è dubbio cbe questa serie di problemi posti dal Bobbio siano stati sempre un punto di riferimento per un discorso su Cattaneo, sollecitando a un approfondimento delle fonti della cultura cottaneana così da raggiungere una sua più precisa identificazione. Ciò appariva tanto più utile in quanto il recupero di Cattaneo nel circolo della nostra tradizione positiva, non esclusivamente umanistica, -1 avveniva sotto il segno di una rottura delle esem­plificazioni di scuola, su un terreno non delimitato da pregiudiziali chiusure entro il quadro di un sistema definito: Cattaneo si sottraeva così all'ambito esclu­sivamente filosofico nel quale la tradizione gentiliana lo aveva relegato, anche se per negazione.
Ma questa riduzione del problema Cattaneo ai suoi termini concreti, che sono prima ancora che di ordine teoretico di ordine storico, ha a sua volta ri­chiamato tutta una serie di questioni, in parte risolte in parte ancora aperte.
La formazione di Cattaneo viene in genere collocata entro la prima metà del secolo XIX, sia da parte di chi vede questo perìodo concludersi con l'appa­rizione della prima serie del Politecnico,9) sia da parte di chi, come il Sestan nel saggio sul giovane Cattaneo, lo considera invece limitato all'anno in cui si inizia la collaborazione stabile agli Annidi di Statistica e da chi infine, individua nella folgorante esperienza quarantottesca una maturazione decisiva, se non ad­dirittura un capovolgimento, del pensiero e dell'azione cattaneana; posizione quest'ultima che a me pare inficiata dalla supposizione di quella pretesa apo­liticità del Cattaneo prima del Quarantotto che tende a ridurne la figura, come dicevo all'inizio, alla esclusiva dimensione culturale, quasi dovesse spettargli il ruolo di coscienza critica del Risorgimento.
L'arco di questa prima e fondamentale esperienza formativa è comunque limitato in un contesto sociale politico e culturale determinato che, tutto som­mato, può identificarsi col periodo della Restaurazione, in particolare con la Restaurazione in Lombardia,r>1 riferimento che richiama da un lato alla com­prensione dei caratteri della cultura lombarda così come si esprimeva anche nella fioritura del giornalismo diffusore delle cognizioni utili , ", nell'esperienza del Conciliatore e del primo diffondersi del gusto e della moda romantica; dal­l'altro alla tradizione della cultura illuministica, di quella locale in particolare, che si continuava attraverso Cioja e Romagnosi, e si radicava in profondità alla realtà sociale ed economica della Lombardia; e ancora a legami con la cultura e con la società europea contemporanea, al diffondersi del pensiero liberale e
i) Ibidem, p. 13. 2) Ibidem, p. 10. s) Di questa opinione è I'AMIIHOSOI.I nel suo saggio La formazione eh.
4) E. SESTAN, Cattaneo giovane, in Belfagor, novembre 1947, oru in Europa sette, veti testa e altri saggi. Milano-Napoli. Ri munii. 1951. pp. 309-342.
5) Ibidem, p. 211.
Ài Resta fondamentale al proposito lo studio di K. R. GRERNPIKI.II. Economia, e liberalismo nel Risorgimento: Il movimento nazionali in Lombardia, Bari. Laterza, 1964?, con introduzione di R. ROMEO.