Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno
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1919
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pagina
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563
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i proclami latini ctòretH dagli Italiani ecc. B63
libertà e impedire l'insurrezione, e che, oltre remancipazione delle terre eoiuunali, era stato istituito] un Ministero ungarico, indipendente da Vienna e responsabile per sé e la rappresentanza popolare.
Tutto ciò era ben sufficiente a spiegare I speranze espresse nel proclama, fondate sulle rivendicazioni della libertà ungherese, e 1 voti coi quali si accompagnavano., nella fiducia elil medesimo amore dell'indipendenza nazionale i magiari rivolgessero alla causa italiana, proteggendo e soccorrendo noi nell'impresa militare, che ci doveva condurre alle medesime conquiste. Era utile dunque che l'opera dei Magnati si associasse all' azione dei soldati. E perchè questa fosse favorevole alle nostre aspirazioni e più sollecita alle necessità della guerra che giorno per giorno si incalzavano più urgenti, importava fosse inculcato ai soldati di astenersi dal combattere contro di noi, e che alla lor volta i soldati, obbedendo, si rifiutassero dall'usure le armi contro nn popolo fratello. Era un bel sogno; ma a quegli operatori romanzeschi del nostro Risorgimento quale visione più strana non parve possìbile?
E il proclama espresse uno di tali sogni.
0 Magnati Ungheresi
e voi tutti soldati Ungheresi valorosissimi,
.Finalmente ciò che la Nazione Ungherese, insigne di gloria guerresca nel mondo, e ciò che noi Italiani onunti strettissimamente a voi Ungheresi con vincolo di sangue, di religione, di lingua e di calamità tante volte desiderammo invano, abbiamo ora conseguito coll'aiuto della divina Provvidenza e arridendo la iaustezza del secolo nostro. Giace prostrata per volere di Dio vindice'; dei delitti e dalla unanime esecrazione degli jupsn la crudele, empia, fedifraga e a tutti invisa dominazione austriaca; i popoli che sotto il giogo della sua ferrea schiavitù gemerono pertanto tempo, quasi svegliati da voce celeste, contemporaneamente ruppero le catene della durissima tirannide, e levarono il vessillo della libertà, sotto gli auspici di Pio IX, Pontefice santissimo e massimo, padre comune dei Cristiani. Nella quale impresa, preclara e degna di essere in ogni tempo celebrata l'Ungheria e l'Italia mirabilmente si accordarono; né deve sembrare miracolo poiché noi:,- uomini dalla nazione Ungherese e della Italiana, siamo tutti discendenti dalla nobilissima stirpe dei Romani, che un tempo imperò su tutte le genti. Ei ièM I che non sappia la nazione Ungherese comporsi massimamente delle reliquie delle antiche legioni romane, che posero gli accampamenti alle rive del Danubio,