Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1969>   pagina <569>
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Gii stadi sul Cattaneo
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analogo che assume l'analisi cattaneana delle classi sociali, secondo la quale esiste sì un quarto stato >, ma anche un quinto e un sesto. ')
Lo stesso federalismo presenta questo carattere ideologico perché, come ha sostenuto il Bobbio, tende a diventare sempre più un principio universal­mente valido,2' nella particolare situazione italiana la sua validità come prò* gramma politico è fondata nell'ineliininahile realtà delle patrie singolari ma anche perché trova il suo presupposto in quella fiducia in un ordine natu­rale nel quale gli interessi opposti si mediano per cui, come Cattaneo costante­mente sostenne, l'azione del potere centrale deve sempre manifestarsi il più limitatamente possibile e solo per rimuovere gli impedimenti alla realizzazione nella libertà (intesa sempre come manifestazione dei diversi interessi). Su que­sto significato del federalismo, definito strumentale nel senso che ... è lo strumento politico istituzionale... che consente alla complessità degli interessi di trovare un campo aperto alla loro transazione , e fondato su ... una precisa teorica della libertà e dello Stato... ha insistilo Giuseppe Galasso,3' il quale lo considera il centro di gravità> del pensiero politico cattaneano. Ma il Ga­lasso ha in mente soprattutto l'immagine di Cattaneo post-'48 come si com­prende anche dalla scelta di testi da lui curata ; questa concezione del fede­ralismo infatti, mentre si riallaccia alla stessa concezione romagnosiana della funzione dello Stato e del governo, conferma che il centro del pensiero catta­neano non può stabilirsi in un singolo momento del suo complesso lavoro di ideologizzazione dell'esperienza, ma in quell'opzione illuministica che è la base del suo metodo, della sua cultura e del suo atteggiamento verso l'uomo, la so­cietà e la natura.
Si può cosi più facilmente comprendere, chiariti questi aspetti, di quanto Cattaneo sfugga ai temi e all'ispirazione del romanticismo, muovendosi invece nell'ambito di una tradizione culturale tanto più vìva quanto più poteva es­sere verificata e resa operante nella realtà economico-sociale che, pur trasfor­mandosi, non mutava certo tumultuosamente; *' una tradizione la cui continuità era fisicamente rappresentata da uomini quali un Gioja, un Roma gnosi, dallo stesso Monti5' e dagli uomini del Conciliatore. Sono questi i riferimenti e i
1) Sul pensiero sociale di Cattaneo si veda G. CONTI, II pensiero politico e sociale di C. C. Roma, 1946 ; 0. REALE, C. Cattaneo in Figure del movimento sociale repub­blicano in Italia* Torino, ERI, 1953. Il SESTAN nella sua introduzione alle Opero cit., affermava al proposito che Cattaneo, a causa del suo liberalismo a oltranza, rimase fai posizioni arretrate.
2) C. CATTANEO* Stati Uniti d'Italia oii., pp. 35-36.
8) C. CATTANEO, Scritti politici a cura di G. GALASSO, Bologna, Il Mulino, 1962, p. 6.
*) Sull'economia lombarda della Restaurazione, oltre al saggio di M. ROMANI, L'agricoltura in Lombardia dal periodo delle riforme al 185 Milano, 1961, quello più. specifico dello stesso autore L'economia milanese nell'età della Restaurazione, in Storia di Milano a cura della Fondazione Treccani degli Alfieri, voi. XIV, Milano, I960; -i veda anche L. CAFACNA, La rivoluzione agraria in Lombardia, in Annali del­l'Istituto Feltrinelli, Milano, 1959, pp. 367428.
5} Sui rapporti del giovane Cattaneo col Monti e il suo circolo si veda E. SESTAN, Cattaneo giovane cit., p. 215, e S. Ti IMPANA no, Cattaneo e Grazi tulio Ascoli cit., dove è lumeggiata l'influenza mondana solle idee letterarie di Cattaneo (pp. 743*744). Segnalo qui uno scritto di Cattaneo rimasto inedito e pubblicato per la prima volta su Para" gotte, a, XVI (1965), n. 164, pp. 3-7* col titolo Sui Milanesi e r7 loro dialetto in acca